È stato arrestato in flagranza di reato per omicidio il figlio della 57enne trovata morta ieri sera nel suo appartamento a Tito, in provincia di Potenza. Il 31enne era seguito dal Centro di Igiene Mentale del capoluogo. La salma della donna è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che disporrà nelle prossime ore l’esame autoptico.
Il 31enne ha confessato al termine dell’interrogatorio che si è tenuto con l’intervento diretto anche del procuratore, Camillo Falvo. L’uomo ha ricostruito le varie fasi della lite e i problematici rapporti familiari in cui è maturata la vicenda.
Le indagini hanno permesso di ricostruire rapidamente quanto accaduto: nella casa è scoppiata una violenta lite tra madre e figlio, culminata con l’uccisione della donna.
La donna è stata trovata morta giovedì sera nel suo appartamento. Il corpo è stato trovato dai carabinieri del comando provinciale, intervenuti su segnalazione dei sanitari del 118 che hanno rilevato evidenti segni di un trauma facciale. I militari, coordinati dalla Procura di Potenza, hanno ascoltato i familiari e alcuni amici della donna per ricostruire l’accaduto. L’abitazione, all’interno della quale sono ancora in corso i rilievi, è stata posta sotto sequestro.
Anche il figlio della donna era stato interrogato dai carabinieri e dal pm della Procura potentina. Gli investigatori avevano ascoltato altri familiari, tra cui l’ex marito della 57enne, e alcuni amici della donna per ricostruire il contesto familiare e delle relazioni nel quale potrebbe essere maturato il delitto. Sarebbero stati proprio il figlio e l’ex marito, che vivono nelle vicinanze dell’abitazione della donna, ad allertare i soccorsi nella tarda serata di ieri.
Sindaco: “Serve rete contro fragilità”
“Quella accaduta nelle scorse ore è una tragedia che ha profondamente scosso la nostra comunità. Ci stringiamo al dolore dei familiari e di tutte le persone che hanno conosciuto Maria Vittoria, vittima di un episodio sul quale le autorità competenti stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari. È una vicenda che richiama l’attenzione su una condizione di fragilità che, nel caso specifico, aveva già incontrato un percorso di assistenza sanitaria e non solo e che oggi ci impone una riflessione che non può limitarsi all’emozione del momento. Dobbiamo imparare, ogni giorno, a riconoscere, comprendere e affrontare quelle situazioni di disagio e fragilità che possono svilupparsi anche tra le mura domestiche, spesso lontano dagli occhi degli altri. Per farlo serve la collaborazione di tutti. Ognuno deve fare la propria parte, senza omertà e senza ipocrisie. Solo attraverso una responsabilità condivisa possiamo costruire quella rete solidale di cui tanto si parla, ma che troppo spesso si ferma alle parole, agli slogan e al livello istituzionale più basso”. Così Fabio Laurino, sindaco di Tito.

