Attentato Ranucci: per Lavitola oggi interrogatorio di garanzia

Attentato Ranucci: per Lavitola oggi interrogatorio di garanzia
Valter Lavitola (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

Salvini all’attacco: “Meglio Report senza conduttore”

“Berlusconi ti avrebbe fatto vicepremier”. È uno dei messaggi che Valter Lavitola avrebbe inviato a Sigfrido Ranucci nell’ottobre 2024, prospettandogli un ruolo di primo piano nella politica italiana. Il riferimento, riportato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Iole Moricca, si inserisce nei contatti tra l’ex editore e il conduttore di Report. Lavitola avrebbe cercato di convincere Ranucci a candidarsi alle elezioni politiche, arrivando a prospettargli anche un incarico di governo.


Oggi alle 12, nel carcere romano di Rebibbia, Lavitola comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, dopo l’arresto eseguito due giorni fa nell’inchiesta sull’attentato contro Ranucci. Difeso dall’avvocato Sergio Cola, è accusato di essere il mandante dell’attacco del 16 ottobre scorso, quando un ordigno fu collocato vicino all’abitazione del giornalista, a Pomezia, a Campo Ascolano.

Ancora irreperibile Gomes Clesio Tavares


La Dda contesta anche l’aggravante del metodo mafioso. Resta irreperibile Gomes Clesio Tavares, indicato dagli investigatori come l’”uomo cerniera” tra Lavitola e gli esecutori materiali, già finiti in carcere. L’uomo, intervistato due giorni fa dal Tg1, si troverebbe in Camerun. L’ordinanza riferisce che, a circa un mese dall’attentato, Lavitola avrebbe mostrato preoccupazione per la sicurezza di Ranucci e per il rafforzamento della scorta.

In un messaggio gli avrebbe scritto: “Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente”. E ancora: “dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante… devi avere una staffetta fatta da almeno quattro uomini, più i due della macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione”. Il pericolo, secondo Lavitola, era rappresentato da “gli odiatori”.

Salvini: “Italiani meritano chiarezza”


Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: “Io penso che gli italiani meritino chiarezza, e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti fra Ranucci e Lavitola, che erano costanti, amichevoli, penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda”, ha detto il vicepremier, rispondendo con un secco “sì” a chi domanda se pensi a uno stop di Ranucci alla conduzione di Report e sostenendo che il giornalista dovrebbe “prendersi una pausa”.

A replicare sono stati i parlamentari M5S della commissione di Vigilanza Rai. “Salvini ha perso l’ennesima occasione per tacere, affermando che Sigfrido Ranucci dovrebbe prendersi una pausa da Report”, hanno dichiarato, sottolineando che l’ordinanza indica Ranucci come vittima dell’attentato e che non sarebbe emerso “alcun elemento per evidenziare che Ranucci fosse d’accordo con Lavitola”.
I parlamentari hanno aggiunto che dalle carte non emerge alcun collegamento tra Report e l’imprenditore. Getta acqua sul fuoco, Roberto De Vita, legale di Ranucci. Lui “è tre volte vittima, di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e, in ultimo, con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico”.

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