Le forze dell’ordine di sette Paesi, guidate dalle autorità tedesche e britanniche e supportate da Europol, hanno identificato 156 persone, fra vittime e autori di reati, in un’operazione senza precedenti volta a contrastare le aggressioni sessuali facilitate dall’uso di droghe. L’indagine rientra nell’ambito del progetto Medusa, avviato nel 2026. Si tratta di un’iniziativa collaborativa volta a contrastare e smantellare le reti online che facilitano gli abusi sessuali, rafforzando al contempo le strategie transfrontaliere per le indagini e il perseguimento di tali crimini. Il progetto è guidato da Germania e Regno Unito, con la partecipazione di Brasile, Canada, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti ed Europol. All’operazione hanno partecipato le forze dell’ordine di Francia (Police Nationale), Germania (BKA e LKA Amburgo), Paesi Bassi (Politie), Spagna (Policía Nacional e Guardia Civil), Brasile (Polícia Federal), Regno Unito (NCA) e Stati Uniti (FBI). Le persone arrestate nell’ambito dell’operazione sono 57.
La tipologia di reati commessi
Si tratta di un tipo di crimine che ricorda il caso di Gisele Pelicot in Francia: si prevede, cioè, la deliberata privazione della capacità di dare il consenso a una persona al fine di commettere reati sessuali, spesso per mano di qualcuno che la vittima conosce e di cui si fida, e in alcuni casi da parte di più individui collegati tra loro. Le vittime vengono sedate con droghe o alcol prima di essere stuprate; video e foto delle aggressioni vengono poi diffusi online. “Gli abusi di cui stiamo parlando sono tra i più orribili che abbia mai visto nella mia carriera. Le vittime subiscono orribili violenze sessuali nelle proprie case, in una violazione estrema della fiducia”, ha dichiarato Siobhan Blake, responsabile nazionale del Crown Prosecution Service britannico per i casi di stupro e reati sessuali gravi.

