Lucca, uccide la ex moglie gravemente malata e si toglie la vita

Lucca, uccide la ex moglie gravemente malata e si toglie la vita

La tragedia in un ospedale a Lido di Camaiore

Tragedia in provincia di Lucca. Alle 11.45 di oggi un uomo di 86 anni è entrato nel reparto di Riabilitazione della struttura ospedaliera Versilia di Lido di Camaiore e ha accoltellato l’ex moglie, di 67 anni, quindi si è gettato dalla finestra al terzo piano.

Subito il personale del 118 è intervenuto e ha cercato di rianimare entrambi ma non ha potuto che constatare l’avvenuto decesso sia della donna che dell’ex marito. La donna era ricoverata in condizioni gravi da tre settimane e l’ex marito veniva a trovarla regolarmente. Sta indagando la Polizia per tutti i rilievi del caso.

Oggi la donna aveva compiuto 67 anni

Si chiamava Myria Dini e proprio oggi aveva compiuto 67 anni la donna uccisa dall’ex marito nel reparto di riabilitazione dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore (Lucca). L’uomo, Franco Dini, 86 anni, come tutti i giorni era andato a trovare l’ex moglie, ricoverata in gravi condizioni ormai da tre settimane. Appena dentro le ha sferrato una coltellata, fatale, che non ha lasciato scampo alla donna. Subito dopo l’uomo si è lanciato dalla finestra del reparto, al terzo piano, mettendo fine anche alla sua vita. I due, residenti a Viareggio, erano separati ma continuavano a convivere.

Direttore riabilitazione: “Donna uccisa aveva un grave disturbo di coscienza”

Un “grave disturbo di coscienza”. Così il direttore della riabilitazione dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore (Lucca), Federico Posteraro, definisce la patologia da cui era affetta Myria Dini, la donna di 67 anni uccisa dall’ex marito Franco Dini, 86 anni, con una coltellata nel reparto dove era ricoverata da tre settimane. Subito dopo l’uomo si è gettato dal terzo piano. I gravi problemi neurologici della donna forse alla base del gesto dell’ex marito: gli inquirenti stanno vagliando tutte le ipotesi, per poter ricostruire l’accaduto e i motivi dell’omicidio.

“L’ex marito persona tranquilla ed educata”

L’ex marito “veniva tranquillamente a trovarla nell’orario delle visite tutti i giorni. Era una persona tranquilla ed educata, non aveva lasciato trasparire nessun atteggiamento impulsivo da poter pensare che potesse compiere un gesto del genere”, dice ancora Posteraro. “È arrivato stamattina e ha chiesto di poter entrare prima dell’apertura, prima dell’orario formale, ed è entrato, dicendo che aveva un permesso del medico. Erano le 11.38, perché la caposala si ricorda di avergli detto che era presto”, ha raccontato Posteraro, l’uomo altre volte “era venuto effettivamente con un permesso del medico del genere. La signora era da sola, il letto a fianco era, per fortuna, libero. Una delle nostre Oss che passava nel corridoio ha visto una persona salire sul davanzale e buttarsi. A quel punto è partita la macchina dei soccorsi, nel tentativo di rianimare entrambi”.

Sindaco Camaiore: “Conoscevo entrambi, lui distrutto da malattia ex moglie”

“Era molto legato a sua moglie. Li conoscevo entrambi e vedevo in loro un bel rapporto, positivo. Franco lo avevo incontrato durante le ultime elezioni di Viareggio, visto che con lui spesso parlavamo di politica. Mi aveva raccontato della moglie Mirya, mi aveva detto che le avevano diagnosticato un male irreversibile. Era distrutto da questa cosa”. Così a LaPresse Marcello Pierucci, sindaco di Camaiore, in merito all’omicidio-suicidio di questa mattina all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore (Lucca). “Sia di Franco che di Mirya – aggiunge il sindaco – ho un ricordo positivo, erano due belle persone. Io, del Pd, mi trovavo spesso a discutere bonariamente con Franco, che era di Forza Italia. Era una bella persona. L’ultima volta a Viareggio l’ho sentito devastato dalla notizia della malattia della moglie. Ma mai avrei pensato arrivasse a qualcosa di simile. Una notizia terribile per tutta la comunità, che arriva a pochi giorni da un altro terribile fatto di cronaca che ci ha colpiti da vicino. Esprimo cordoglio per le famiglie e soprattutto un profondo e umano dispiacere. È una giornata triste oggi”.

Arcivescovo: “La risposta al dolore non è questa”

“Questo episodio di omicidio-suicidio, al di là dei precisi contorni motivazionali, che spetta agli inquirenti chiarire, ci mette ancora una volta dinanzi al mistero del male. Quando il dolore si fa grande, e magari è vissuto nella solitudine, ci si illude di risolverlo togliendo di mezzo le persone. La risposta alla sofferenza non è questa, anche quando si ammanta di pietà: è la vicinanza umana, che consola e conforta chi è nel dolore; è la speranza cristiana, che riconosce il valore di ogni istante di vita, nella prospettiva del destino eterno dell’uomo”. Così Paolo Giulietti, Arcivescovo di Lucca, sulla tragedia avvenuta stamani all’ospedale di Lido di Camaiore dove un uomo ha accoltellato a morte l’ex moglie ricoverata da settimane e poi si è tolto la vita gettandosi dal terzo piano del nosocomio. “Non ci rimane altro – aggiunge l’arcivescovo – che affidare la vittima e il suo assassino alla misericordia di Dio, sperando che questa vicenda apra gli occhi di tutti a riconoscere la sacralità e l’inviolabilità della vita umana”.

© Riproduzione Riservata