Tre persone sono state fermate per la sparatoria avvenuta ieri nel quartiere Montesanto a Napoli. La polizia ha dato esecuzione a un provvedimento di fermo, emesso dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone, tra cui una donna, gravemente indiziati dei reati di rissa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura Distrettuale partenopea, sono partite in seguito alle numerose segnalazioni in merito a una violenta colluttazione che sarebbe avvenuta dinanzi alla fermata della ferrovia Cumana di Piazza Montesanto e alla successiva esplosione di colpi d’arma da fuoco. Tra le informazioni, anche quella relativa alla possibilità che alcune donne avessero nascosto, sotto un’auto in sosta nei pressi della piazza, un’arma lunga, poco prima imbracciata da uno dei protagonisti della sparatoria. Le verifiche effettuate dai poliziotti intervenuti hanno consentito, in prima battuta, di rinvenire e sequestrare un fucile mitragliatore da guerra AK-47 Kalashnikov, con doppio caricatore rifornito, occultato sotto un’autovettura parcheggiata a poca distanza dal luogo degli eventi.
La successiva analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti. Le immagini hanno mostrato come, dopo la colluttazione, uno dei due uomini, imbracciato il fucile mitragliatore Kalashnikov, si sia aggirato tra la folla con l’arma lunga in pugno, mentre alcuni astanti provavano apparentemente a tranquillizzarlo; nel contempo, l’altro, recuperata una pistola dall’auto, esplodeva alcuni colpi in aria tra la folla. Le immagini degli eventi in questione sono state rilanciate anche da vari social network o testate giornalistiche on-line che hanno postato i video ripresi dalle numerosissime persone presenti nella piazza al momento dei fatti.
Piantedosi: “Tre fermi per spari a Montesanto segno di indagine rapida”
“Il fermo di tre persone rappresenta il primo, importante risultato di un’indagine condotta con rapidità, professionalità e straordinaria efficacia dalla Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Napoli, a cui va il mio grazie e quello del governo”: a dirlo è il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Ancora una volta i fatti dimostrano la differenza tra chi lavora in silenzio per assicurare i responsabili alla giustizia e chi, nelle stesse ore, ha preferito riempire televisioni e social di polemiche, sentenze e ricostruzioni improvvisate – afferma – La sicurezza è una cosa seria: si tutela con indagini, professionalità e presenza dello Stato, non con gli sproloqui o la propaganda di chi negli anni passati ha invece fatto l’esatto contrario, derubricando la sicurezza a una mera voce di costo da tagliare. Il Governo continuerà a sostenere con determinazione il lavoro delle forze dell’ordine, perché i cittadini hanno bisogno di risposte concrete, non di chi prova a trasformare ogni episodio di cronaca in un’occasione di sterile polemica politica. Sarò presto di nuovo a Napoli per testimoniare il mio impegno e quello del Governo per la città”, ha concluso Piantedosi.

