Camaiore, convalidato il fermo di Moriconi: è accusato di aver ucciso la moglie e il figlio

Camaiore, convalidato il fermo di Moriconi: è accusato di aver ucciso la moglie e il figlio
Kathy Andreoni e il figlio Mirko, vittime del duplice omicidio di Camaiore. (Foto: Facebook, sindaco Marcello Pierucci)

Le vittime sono una donna di 50 anni e un ragazzo di 24 anni

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca ha convalidato il fermo di Piero Moriconi, il muratore di 63 anni accusato di aver ucciso la moglie Kety Andreoni e il figlio Mirko nella loro abitazione a Camaiore, in provincia di Lucca. La decisione arriva al termine dell’interrogatorio di garanzia, che si è svolto nel carcere San Giorgio, dove l’uomo è detenuto. Davanti al gip Moriconi ha scelto di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge. Moriconi ha revocato il difensore d’ufficio e ha annunciato di voler essere assistito da un legale di fiducia. La Procura continua a contestare un quadro accusatorio particolarmente grave, come la possibile premeditazione del duplice omicidio. La strage si è consumata nel pomeriggio del 24 giugno all’interno della casa di famiglia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 63enne avrebbe impugnato un fucile da caccia regolarmente detenuto e sparato contro la moglie e il figlio al culmine di una drammatica esplosione di violenza, attendendo poi l’arrivo dei carabinieri senza tentare la fuga.

Camaiore, convalidato il fermo di Moriconi: è accusato di aver ucciso la moglie e il figlio

L’ex legale del muratore: “E’ un uomo distrutto, stress e depressione”

Moriconi è un uomo distrutto, un mix di ansia e depressione. Si rende conto di aver distrutto la vita della moglie del figlio, ma anche di aver distrutto la propria esistenza”, ha detto Giacomo Fabbri, ex difensore d’ufficio di Piero Moriconi. “È in forte stato di stress, depressione e ansia. Ci sono gli estremi – ha aggiunto l’avvocato – per valutarne capacità di intendere e di volere. È emerso che il figlio minacciasse il padre. Che il figlio fosse violento emerge anche dai difficili rapporti con il vicinato”. Moriconi davanti al gip ha scelto di non rispondere alle domande, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge, e ha revocato il difensore d’ufficio, annunciando di voler essere assistito da un legale di fiducia.

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