Un 19enne di origine marocchina è stato fermato dai carabinieri per l‘omicidio di Pietro Roberto Guerrino, il traduttore simultaneo di fama internazionale trovato morto con una serie di colpi alla testa sferrati nel salotto del suo appartamento al quarto piano di via Oxilia 11, in zona Loreto-Centrale a Milano il 13 giugno. Il fermo di indiziato di delitto è stato disposto dal pubblico ministero Carlo Scalas per scongiurare il pericolo di fuga del giovane, bloccato alla stazione ferroviaria di Melzo con numerosi bagagli al seguito, ed è stato eseguito lunedì sera dai militari della Compagnia Duomo e del Nucleo investigativo di Milano. Il provvedimento è già stato convalidato dal gip mercoledì mattina.
Il giovane, ora recluso in carcere, è stato trovato in possesso dell’Ipad della vittima sottratto dall’appartamento dopo l’aggressione. Al vaglio degli investigatori e della Procura per i minorenni di Milano c’è anche la posizione di un 17enne, sempre marocchino, che il giorno dell’omicidio di trovava in compagnia del fermato la cui presenza è stata confermata nell’appartamento in zona stazione Centrale dai rilievi tecnico-scientifici del Ris di Parma condotti nell’abitazione. Gli inquirenti hanno trovato riscontri sul coinvolgimento dello straniero nell’omicidio anche grazie a indagini di laboratorio e tecniche che hanno portato a ricostruire, con le telecamere di sorveglianza, tutti i movimenti dell’autore dal luogo del delitto fino al comune di Melzo, nel milanese.

