Delitto di Garlasco, Alberto Stasi verso affidamento in prova ai servizi sociali

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi verso affidamento in prova ai servizi sociali
Uno scatto recente di Alberto Stasi. (Foto: Alessandro Contaldo/LaPresse)

La Procura generale di Milano avrebbe espresso parere favorevole

Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto di Garlasco,  potrà lasciare il carcere e scontare la pena in affidamento ai servizi sociali. La tanto attesa libertà, ma non incondizionata, potrebbe arrivare dopo il parere favorevole espresso dalla Procura generale di Milano che è ora destinato al vaglio del Tribunale di Sorveglianza, chiamato a pronunciarsi in via definitiva sulla richiesta. L’orientamento positivo emerso nel corso dell’udienza rappresenta un tassello decisivo nel percorso che potrebbe consentire a Stasi di proseguire l’espiazione della condanna fuori dall’istituto penitenziario, seguendo un programma di reinserimento controllato. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

Il provvedimento sarà notificato ai legali del condannato non appena verrà depositato. Stasi sta scontando la pena inflittagli in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Già ammesso al regime di semilibertà, l’ex studente della Bocconi potrebbe ora accedere alla misura alternativa. L’udienza si è svolta davanti ai giudici milanesi senza che la sua calendarizzazione trapelasse all’esterno e che gli organi di stampa ne venissero a conoscenza. Presente in aula, anche lo stesso Stasi, che nel corso dell’incontro avrebbe ribadito di avere accettato la sentenza definitiva pronunciata nei suoi confronti. Un elemento che rientra tra quelli valutati nell’ambito del percorso trattamentale previsto dall’ordinamento penitenziario. L’eventuale concessione dell’affidamento segue un iter uguale per i detenuti che si trovano nella fase conclusiva dell’espiazione della pena. A Stasi restano infatti da scontare circa due anni.

L’esito della procedura non è collegato agli sviluppi dell’inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’ omicidio volontario aggravato di Chiara Poggi. L’eventuale revisione del processo segue infatti un percorso autonomo e distinto rispetto alla valutazione affidata al Tribunale di Sorveglianza, che deve esclusivamente verificare la sussistenza dei requisiti previsti per l’accesso al beneficio. Nel decreto che sarà depositato entro cinque giorni, i giudici indicheranno le prescrizioni alle quali Stasi dovrà attenersi. Tra queste figurano generalmente limiti agli spostamenti, l’obbligo di rispettare determinati orari di rientro e il divieto di lasciare il territorio nazionale. Sono inoltre previste ulteriori condizioni, come il divieto di frequentare persone con precedenti penali o considerate socialmente pericolose e restrizioni nei rapporti con i mezzi di comunicazione la cui violazione ripristinerebbe la detenzione in carcere e l’annullamento del beneficio. Stasi potrà continuare a svolgere l’attività professionale che già esercita come contabile presso uno studio del centro di Milano. A tale impegno lavorativo, come avviene spesso nei percorsi di affidamento, potrebbe essere affiancata un’attività di volontariato.

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