Due degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, fermati nei giorni scorsi da Israele in acque internazionali e portati in carceri israeliane, dopo le polemiche per il video del ministro Ben Gvir, e il successivo rilascio, sono rientrati in Italia, all’aeroporto di Fiumicino. Il deputato del M5S, Dario Carotenuto, e il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, sono stati accolti da amici e familiari con lunghi abbracci. Il deputato e il giornalista hanno denunciato maltrattamenti e torture durante la detenzione in Israele. Presenti fra gli altri ad attendere i due in aeroporto la mamma di Mantovano e alcuni parlamentari fra cui Francesco Silvestri e Alessandra Maiorino del M5S.
“Se la prendono con il ministro Ben Gvir quando la Marina però l’ha inviata Netanyahu. Il ministro Ben Gvir obbedisce al suo premier e solo dopo la grande indignazione sollevata” dalle immagini di Ashdod “allora il governo ha fatto una lieve curva”. Lo afferma l’ex premier e presidente della Commissione Ue Romano Prodi ospite a ‘Piazza Pulita’ su La7. L’atteggiamento del governo italiano riguardo a quanto accaduto agli attivisti della Flotilla “non mi meraviglia, il nostro governo si è sempre schierato con Trump e Netanyahu e solo quando si è arrivati a punti indescrivibili hanno corretto un pochino per non perdere consensi”, ha aggiunto.
“Ci troviamo di fronte a uno slittamento di un Paese che si dice democratico ma che utilizza metodi di una dittatura nei confronti di attivisti pacifici. Oggi Tajani dice, sono stati violati i più elementari diritti umani nei confronti degli attivisti, fu così anche sei mesi fa ma non furono utilizzate le stesse parole: meglio tardi che mai”. Lo ha detto oggi a Trieste il deputato del Pd Arturo Scotto, a margine di un incontro pubblico.
Riferendosi all’intenzione manifestata dal ministro Tajani di irrogare “sanzioni individuali” nei confronti del ministro Ben Gvir, il parlamentare dem ha sostenuto che “il ministro Ben Gvir non è un passante, è l’alleato principale di Netanyahu” e dunque “per fare una scelta del genere bisogna passare dalla porta principale” cioè “l’Italia deve togliere il veto che blocca diciannove Paesi europei che vogliono sospendere l’accordo di cooperazione tra Unione europea e Israele”. Scotto ha anche riferito di essere stato ad accogliere al ritorno in Italia il giornalista del Fatto Quotidiano Alfredo Mantovani e il deputato del M5S Dario Carotenuto, i quali avrebbero parlato di “torture, privazione del sonno, dell’acqua, del cibo” e detto che “sono stati incatenati, sono stati tenuti in isolamento per ore”.
“L’eredità di Spinelli non è un museo da visitare, ma un orizzonte da attuare. Nel 1941 Spinelli visionario scriveva, con Rossi, che serviva una ‘creazione grandiosa e innovatrice’, uno stato federale in Europa, con una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali. Lo ha teorizzato in un mondo ancora non globalizzato, come il nostro, un mondo che iniziava e finiva in occidente. E’ la nostra posizione, la posizione del Pd sulla difesa comunque europea. Di fronte a quanto sta accadendo nel mondo serve più Europa, non meno Europa, e per questo speriamo che il governo Meloni schieri finalmente l’Italia contro il diritto di veto. L’Ungheria di Orban può sostenere il diritto di veto, non l’Italia di Altiero Spinelli”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd al Senato, al convegno ‘L’eredità e l’attualità di Altiero Spinelli a 40 anni dalla scomparsa’, organizzato alla Camera.
“Ciò che è accaduto in mare contro la Flottilla è sotto gli occhi di tutti – ha proseguito Boccia -. Mai come oggi è necessario non essere ipocriti e ignavi e dire ad alta voce che non si può violare il diritto internazionale. Serve per questo l’Europa che non c’è, servono paesi che dicano chiaramente che i nazionalismi che stanno violando il diritto internazionale sono fuori legge. Per questo con Elly Schlein abbiamo presentato una mozione che speriamo la maggioranza voglia calendarizzare al più presto per sostenere l’aggiornamento delle accuse formulate dalla Corte penale internazionale contro Netanayahu, Ben Gvir e Smotrich.Noi vogliamo che l’Italia sospenda i rapporti con Israele finché Netanyahu è al governo, perché Israele guidato da Netanyahu e sostenuto da Trump viola il diritto internazionale”.
“Va bene parlarne nei programmi, ma bisogna agire in un’altra maniera, con sanzioni o con la cessazione dei rapporti, perché la situazione sta sfuggendo di mano. Il governo italiano deve essere diplomatico, ma noi no. Hanno fatto cose illegali in acque internazionali, hanno preso gli attivisti della Flottilla, li hanno arrestati, umiliati e torturati. Gli italiani dovrebbero essere liberati domani, speriamo anche gli altri, perché non devono approfittarsi dei prigionieri dei cosiddetti ‘governi deboli’”. Lo ha detto Fiorello durante la ‘Pennicanza’ su Radio2 parlando della Global Sumud Flottilla e dell’arresto degli attivisti, poi derisi dal ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben Gvir.
Restando sull’attualità, Fiorello si sofferma nuovamente sul dibattito riguardante la costruzione di pale eoliche in Umbria e il progetto Phobos: “Mi dispiace constatare che dell’argomento si sia parlato sempre in maniera circoscritta, infatti la stampa nazionale e i tg non hanno ripreso la notizia, se non alcuni quotidiani umbri direttamente interessati. Come mai nessun tg ne ha parlato? Come mai ancora nessuna risposta dalla regione? Occhio, perché il silenzio-assenso è pericoloso”.
Gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla espulsi da Israele dovrebbero fare rientro nella tarda serata di oggi in Italia con voli su Roma e Milano provenienti da Istanbul. Èquanto apprende LaPresse da fonti informate.
“Ancora ufficialmente non ci sono state le scuse, noi continuiamo a chiedere, c’è stata ovviamente una presa di distanza da parte di Netanyahu, ancora più dura del ministro degli Esteri”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della XVII edizione del Festival del Lavoro al Centro Congressi La Nuvola di Roma, dopo la richiesta di scuse da parte del governo italiano a Israele per il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir.
“Non c’è da pagare, noi abbiamo assistito, ma erano lì per una missione loro e quindi torneranno per conto loro. Il problema è come sono stati trattati là”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto a margine del Festival del Lavoro in merito alle spese di rientro degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla detenuti in Israele e coinvolti negli eventi legati al ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. “Non hanno mai richiesto il biglietto di ritorno. Sono andati e sarebbero ritornati comunque, non è lo Stato che deve pagare i biglietti. Noi li abbiamo assistiti in tutti i modi possibili e immaginabili, mettendo il nostro consolato a disposizione”, ha aggiunto Tajani.
“C’è una proposta che era già stata accantonata di mettere sanzioni al ministro Ben-Gvir e questa dovrà essere riportata all’ordine del giorno, quindi sarà necessario avviare un’ulteriore istruttoria: è la soluzione più rapida e incisiva che si possa adottare”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della prima giornata di lavori della XVII edizione del Festival del Lavoro al Centro Congressi La Nuvola a Roma, sulla richiesta italiana all’Ue di discutere l’adozione di sanzioni nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, dopo il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla. La priorità del governo, ha sottolineato Tajani, è stata quella di “garantire l’incolumità e il rientro dei cittadini italiani coinvolti”.
La Comunità Ebraica di Milano esprime profonda indignazione per le immagini diffuse dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, nelle quali persone detenute, tra cui diversi cittadini italiani, vengono esposte a trattamenti lesivi della dignità umana.”Facciamo nostre le parole del Governo italiano, che ha definito quelle immagini inaccettabili”, dichiara Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano.
“Ci offendono come ebrei prima ancora che come cittadini. L’ebraismo affonda le proprie radici nel rispetto incondizionato di ogni essere umano, creato betzelem Elohim, a immagine di Dio. Chi si compiace pubblicamente di trattamenti degradanti nei confronti di persone detenute non parla a nome dell’ebraismo: lo tradisce”.
“Ci sono momenti in cui l’ignavia diventa complicità. E ci sono persone che scelgono invece di esporsi, di metterci la faccia e la libertà. Dario Carotenuto lo ha fatto”. Così la deputata M5S Chiara Appendino in un post sui suoi canali social.
“Insieme agli altri attivisti della Flotilla hanno sfidato un genocida, un criminale potente: hanno sfidato Benjamin Netanyahu – aggiunge -. E lo hanno fatto per portare un messaggio di speranza a un popolo oppresso perché non è accettabile che un popolo venga lasciato solo sotto le bombe, nella fame a combattere inerme contro la barbarie perpetrata da Israele. Per questo anche Dario è stato arrestato, picchiato, umiliato. E mentre lui e gli altri attivisti subivano violenze fisiche e verbali, qui c’era chi li derideva. E allora lasciatemelo dire chiaramente: fate pena. Perché si può non condividere una scelta politica, ma perdere completamente l’umanità davanti a persone che rischiano la propria incolumità in nome dei diritti umani e della pace è qualcosa di profondamente miserabile. E attenzione: non basta indignarsi per il ministro estremista che umilia gli attivisti, perché la responsabilità politica e morale di Benjamin Netanyahu è chiarissima”.
“Proprio per questo ribadisco ancora una volta che non servono parole vuote ma fatti – aggiunge -: le sanzioni, il ritiro dell’Italia dal Board of Peace, l’eliminazione del memorandum con Israele. Dario è un amico e un collega coraggioso, da sempre dalla parte di chi non ha voce e di chi viene schiacciato dall’indifferenza del mondo. Io sto con Dario. Io sto con gli attivisti della Flotilla. Io sto con chi continua ad alzare la testa anche quando sarebbe più facile girarsi dall’altra parte”.
“Penso che tutti gli italiani e tutte le persone perbene quando vedono un video come quello di ieri dicono che Ben Gvir è un delinquente politico. Fa danno alla causa di Israele, molto più della Flotilla”. Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo al Festival dell’economia di Trento.
“Mi unisco alla condanna universale” per le “indegne provocazioni del ministro Ben-Gvir nei confronti degli attivisti detenuti”. Lo ha scritto su X Nickolay Mladenov rappresentante del Board of Peace per Gaza. “Questi atti aberranti distolgono l’attenzione dall’urgente lavoro di attuazione del piano del presidente Trump per Gaza di promozione della ricostruzione per i palestinesi e di garanzia della sicurezza per Israele”, ha aggiunto. Secondo Mladenov “bisogna smetterla con le sceneggiate e concentrarsi sui risultati”.
Il deputato M5S Dario Carotenuto, ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, oggi ha raccontato l’abbordaggio e il sequestro della Marina militare israeliana subito a bordo della Global Sumud Flotilla.
“Per me è un momento difficile, è complicato anche solo ricordare quanto avvenuto. Gli israeliani sono arrivati alla nostra barca con tre motoscafi veloci militari armati di tutto punto, con un dispiego di forze impressionante”, ha esordito il parlamentare parlando con Giorgio Lauro e Nancy Brilli. “Poi ci hanno costretto a salire sui loro gommoni e portato su una nave, dove ci hanno scaraventati a terra, bendati e legati. Io ho le ginocchia frantumate, ci hanno messo in posizioni scomodissime, come su di una balaustra di un centimetro, di traverso, con le mani legate, per poi tradurci su una nave-carcere”.
Poi cosa è avvenuto? “Ci hanno umiliati, facendoci spogliare per prendere freddo e poi per mandarci in un container, una panic room, dove, al buio, tre energumeni ci hanno picchiato gridando ‘Welcome to Israel’. Io ho preso un pugno nell’occhio e calci sulle gambe, lo stesso è stato fatto anche su ragazzini, donne e anziani, una cosa schifosa”. Lei aveva spiegato di essere un parlamentare? “Certo – ha detto Carotenuto a Un Giorno da Pecora -, gli ho mostrato il passaporto diplomatico poco prima di entrare nella panic room. Non c’è stata nessuna reazione, anzi mi hanno spogliato per farmi stare al freddo”.
Alla domanda su quale sia stato il momento in cui ha temuto di più per la sua incolumità, il deputato M5S ha risposto: “Ad un certo punto mi hanno chiamato, col numero che mi avevano assegnato, chiedendomi di avanzare verso di loro mentre stavano coi mitra spianati. A quel punto, ci hanno chiesto di girarci di spalle dandoci la sensazione che ci stessero per sparare. Siamo stati così, terrorizzati, non so per quanto tempo. Sono sincero – ha ammesso a Rai Radio1 -, ho avuto paura di morire”.
Dopo quello che ha vissuto, cosa si sente di dire? “Che sto leggendo molte dichiarazioni” da parte del governo “che vanno bene ma servono i fatti, le sanzioni da tutto il mondo, sennò questi non si fermeranno”.
Tutti i partecipanti alla Flotilla, inclusi tutti i cittadini italiani, sono decollati dall’aeroporto di Eilat in Israele con tre voli charter Turkish. Lo rende noto la Farnesina.
“Chi ha deciso di fermare e prelevare gli attivisti della Flotilla non è stato il solo Ben-Gvir. La responsabilità appartiene all’intero governo israeliano, a partire da Netanyahu, che ha autorizzato un’azione contro cittadini civili a oltre mille chilometri di distanza”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. “Le sanzioni devono essere applicate all’intero governo Netanyahu. È triste constatare che, di fronte allo sterminio del popolo palestinese, all’uccisione di 80 mila civili, alla devastazione di Gaza, alle violenze in Cisgiordania e alle continue violazioni del diritto internazionale, il governo italiano non abbia mai ritenuto di chiedere l’applicazione di sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu”, conclude.
La procura della Repubblica di Roma acquisirà il video in cui il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, passeggia in mezzo agli attivisti della Flotilla, fermati nelle acque territoriali di Cipro e condotti in Israele e con le mani legate dietro la schiena e fatti inginocchiare. Il procedimento penale che sarà aperto dai pm Romani confluirà in quello già aperto dopo la precedente vicenda in cui gli attivisti erano stai bloccati in mare, al largo della costa di Gaza ed arrestati.
“Il governo israeliano è in mano a un gruppo di fanatici estremisti, razzisti che da mesi hanno un obiettivo che è quello di distruggere qualsiasi principio democratico e di ordine internazionale. La prima vittima è il popolo palestinese colpito, massacrato, sterminato, ma le vere vittime politiche e culturali di questa cultura estremista di destra e reazionari alla fine è lo Stato di diritto, è la democrazia, è l’ordine internazionale, è il fatto che dopo la fine della seconda guerra mondiale il mondo si è dato delle regole fondate su valori e istituzioni tese a tutelarle e ieri quell’orrore che abbiamo visto è il figlio del disprezzo che ci colpisce di più perché sono cittadini italiani ed europei ma che purtroppo noi dobbiamo dircelo, di cui sono vittima tutti i giorni i cittadini palestinesi. La destra nel Parlamento europeo ancora non vota la sospensione dell’accordo Unione Europea e Israele, quindi la battaglia è ancora drammaticamente aperta perché il silenzio, ad esempio, del governo italiano che si è opposto non due anni fa, ma 15 giorni fa, nella sede del Consiglio d’Europa alle sanzioni per Israele”. Così Nicola Zingaretti, capo delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo intervistato nel programma ‘Gli Inascoltabili’ di Radio Roma Sound.
“A nome del Governo italiano, ho appena formalmente richiesto all’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas di discutere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri dell’Ue l’adozione di sanzioni contro il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir per gli atti inaccettabili commessi contro la Flotilla, ovvero il sequestro degli attivisti in acque internazionali e le molestie e umiliazioni a cui sono stati sottoposti, in violazione dei diritti umani più elementari”. Lo ha reso noto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il ministro degli Esteri polacco ha chiesto al ministero dell’Interno di vietare l’ingresso nel Paese al ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, in seguito alle proteste di Varsavia per l’arresto di attivisti polacchi della Flotilla. “Il ministro Sikorski ha deciso di chiedere al ministero dell’Interno di vietare l’ingresso nella Repubblica di Polonia al ministro Ben-Gvir a causa delle sue azioni”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri, Maciej Wewior.
“Con riferimento ai recenti avvenimenti, voglio essere chiaro: come rimarcato dal Primo Ministro e dal Ministro degli Affari Esteri israeliani, i fatti di ieri non rappresentano i principi e i valori d’Israele”. Lo ha affermato in una dichiarazione l’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled.
“Dei cittadini italiani e degli attivisti di tutto il mondo sono stati deportati, le barche anche italiane sequestrate e sono state portate in Israele. Sono stati percossi e umiliati, e questo è il risultato di un governo che ormai da tempo ha assunto una condotta criminale. Solo che la differenza è che adesso c’è stata un’indignazione, anche da parte dei nostri esponenti di governo e anche a livello internazionale, ma cosa è cambiato rispetto alla precedente spedizione di Flotilla dell’ottobre scorso? E soprattutto mi chiedo: cosa è cambiato rispetto addirittura a 70mila palestinesi uccisi in un genocidio, 20mila bambini uccisi?”. Così il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti fuori da Montecitorio. “E’ da tempo che questo governo israeliano ha una condotta criminale e la esibisce in tutto il Medio Oriente – ribadisce l’ex premier -, e allora questa ipocrisia diventa davvero inaccettabile. Adesso servono azioni concrete, le chiacchiere stanno a zero, quindi sanzioni economiche e finanziarie a Netanyahu, senza giocare al giochino del buono e del cattivo tra lui e Ben Gvir”. “Sanzioni economiche e finanziarie a Netanyahu e a tutta la filiera di comando, riconoscimento immediato dello Stato di Palestina, strappare l’accordo di cooperazione militare Italia-Israele e l’accordo di associazione Ue-Israele, subito”, le richieste messe sul tavolo dal Conte.
“Il video del ministro Ben-Gvir che ha giustamente colpito l’opinione pubblica necessita di una risposta ferma. L’aver invitato l’ambasciatore alla Farnesina non chiude la questione. Il governo non balbetti e faccia tutti i passaggi necessari per salvaguardare e riportare in Italia tutto gli attivisti italiani rapiti in acque internazionali e trattenuti illegalmente da Israele. Il Governo renda pubblica la lettera di sospensione del memorandum tra Italia e Israele, e tolga il veto alla sospensione dell’accordo commerciale Ue-Israele. L’Italia non può essere alleata e fare affari con il governo estremista e terrorista di Netanyahu”. Lo afferma il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.
“I gruppi AVS di Camera e Senato hanno inviato nei giorni scorsi una lettera ai presidenti di Camera e Senato, Fontana e La Russa, affinché il governo informi e invii al Parlamento la lettera al Ministro Israeliano della Difesa con la quale è stata comunicata la decisione di ‘sospendere il rinnovo automatico del memorandum’. Abbiamo chiesto inoltre che il governo informi il Parlamento delle eventuali risposte del governo israeliano, delle attività in corso alla data della sospensione e di quali attività si andrebbero effettivamente a sospendere. Lettera che non ha ricevuto nessuna risposta. Dopo le parole di Meloni, che in tutti questi non aveva mai pronunciato, occorre fare chiarezza e informare correttamente le Camere. Il paese deve sapere cosa fa il governo”, aggiunge.
“Le immagini degli attivisti della Flotilla irriso mentre sono bendati, ammanettati e costretti in ginocchio sono inaccettabili e indegne di uno stato democratico. La dura reazione del governo italiano e’ stata quanto mai opportuna: la sicurezza non può mai diventare umiliazione della persona. Ben Gvir non rappresenta l’Israele democratico che conosciamo e con i suoi comportamenti ne danneggia gravemente l’immagine e i valori in tutta la comunità internazionale”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, in un’intervista alla tv pubblica Tve, ha attaccato duramente il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir dopo la diffusione del video in cui deride gli attivisti della Flotilla, definendo questo video “odioso, disumano e mostruoso”. Ben Gvir “non dovrebbe nemmeno essere autorizzato a entrare nell’intera Unione Europea”, ha rimarcato il ministro facendo eco alle parole del premier Pedro Sanchez che ieri ha chiesto di vietare al ministro israeliano l’ingresso in tutta Europa.
Oggi, alle 14, davanti al ministero degli Esteri, i Giovani Democratici organizzeranno un presidio contro le azioni disumane e illegali del governo di Benjamin Netanyahu nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla, sequestrati dalle autorità israeliane. “Basta complicità col governo israeliano. Chiediamo al governo Meloni e al ministro degli Esteri Tajani di rimuovere immediatamente il veto italiano che sta bloccando la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele e di uscire dal cosiddetto ‘Board of Peace’ promosso dai loro alleati Trump e Netanyahu”. Lo afferma la segretaria dei GD, Virginia Libero, che farà parte della delegazione.
“Ho seguito con voi la diretta dall’aeroporto di Fiumicino e voglio dire che sono e siamo molto vicini a Dario Carotenuto e ad Alessandro Mantovani, ma siamo vicini anche agli altri connazionali e a tutti le centinaia di attivisti della Flotilla devono essere al più presto rilasciati. Perché sono stati rapiti in modo illegale con un atto di terrorismo internazionale, a cui ormai è abituato lo Stato di Israele col governo fascista di Netanyahu. Si comportano come uno Stato terrorista a tutti gli effetti e le cose vanno chiamate con il loro nome”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni di Skytg24 nel corso di Start.
“Dunque il governo Meloni ha pronunciato parole che finora non aveva pronunciato – prosegue il leader rossoverde – e io dico meglio tardi che mai e finalmente. Ma dopo il finalmente ora servono fatti concreti : bisogna in Europa schierarsi dalla parte di quella maggioranza dei paesi che chiedono la cessazione dell’accordo di associazione tra la Ue ed Israele, servono sanzioni nei confronti del governo israeliano non solo verso qualche colono violento. Perché i coloni, spesso protetti dell’esercito israeliano, occupano illegalmente la Cisgiordania in violazione delle norme internazionali e dentro un meccanismo di violenza”.
“Un governo israeliano che ha recentemente autorizzato nuovi insediamenti illegali in CisGiordania, che è responsabile del genocidio a Gaza, di atti di pirateria e di terrorismo internazionale, con un’arroganza – conclude Fratoianni – ed una violenza che è del tutto inaccettabile”.
“Trentadue cittadini italiani tra cui perfino un parlamentare picchiati e sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici da parte delle forze di sicurezza di un Paese presunto amico e alleato – ignorando le esplicite richieste ufficiali di tutela – è qualcosa che supera ogni limite di tolleranza per qualsiasi governo che abbia un minimo di dignità. Qui non si tratta più di inoltrare formali proteste, pretendere scuse o convocare ambasciatori: l’Italia, dopo aver riportato a casa tutti gli attivisti italiani se necessario con un volo di Stato, deve rompere ogni rapporto diplomatico, commerciale e militare con lo Stato criminale e terrorista di Israele, ormai non pi considerabile né amico né alleato, applicando sanzioni ed embargo totale e chiudendo ogni trattato di cooperazione in qualsiasi settore. Ora basta, non possiamo piangere tollerare oltre”. Lo dichiarano i capigruppo M5S Esteri e Difesa Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri e Arnaldo Lomuti che sono andati ad accogliere il collega Dario Carotenuto all’aeroporto di Fiumicino.
“Tutto questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa, compreso il nostro. E quindi il punto è questo: protestare soltanto dopo che le cose succedono. Abbiamo chiesto per giorni e giorni al Governo di dire mezza parola prima di mandare la nave come ha fatto la volta scorsa. Questo però lo dobbiamo chiedere al Governo italiano”. Lo ha affermato il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino. Il cronista faceva parte della spedizione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e abbordata dalla marina israeliana.
Tutti i partecipanti alla Flotilla sono in corso di trasferimento da Ketziot a Eilat per l’imbarco sui charter Turkish. Lo rende noto la Farnesina. I funzionari dell’Ambasciata a Tel Aviv – viene spiegato – hanno seguito le procedure per l’assistenza del caso presso la struttura di Ketziot e sono presenti in aeroporto.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha riferito che i 44 spagnoli che erano a bordo della Flotilla e che sono stati fermati da Israele in acque internazionali, sono “già in fase di trasferimento in aeroporto, insieme agli altri attivisti” per essere rimpatriati. “Tutto lascia intendere che saranno trasferiti in Turchia alle ore 14:00. Non è ancora confermato ufficialmente, ma è quanto si sta discutendo tra i consoli”, ha detto il ministro in un’intervista alla tv pubblica Tve. Gli attivisti dovrebbero partire dall’aeroporto di Ramon, nel sud di Israele e arrivare a Istanbul intorno alle 16:50 (ora spagnola).
Albares ha denunciato il “trattamento umiliante” riservato agli attivisti della Flotilla e ha chiesto scuse “immediate”. Ha confermato che la Spagna ha convocato ieri l’incaricata d’affari dell’ambasciata israeliana a Madrid per protestare formalmente e ha inviato una nota diplomatica al ministero degli Esteri israeliano chiedendo il rilascio degli attivisti rimarcando che sono stati intercettati “in acque internazionali, al di fuori di qualsiasi giurisdizione israeliana”. “Riteniamo Israele responsabile di qualsiasi cosa possa accadere loro”, ha affermato.
All’arrivo in Israele “come entravi nel container di ingresso ti ‘gonfiavano’. A me hanno preso a calci sulle gambe e cazzotti in faccia. A qualcuno hanno rotto braccia e costole. Questa è la situazione. Poi con i palestinesi fanno anche peggio”. Lo ha affermato il giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani, al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino. Il cronista faceva parte della spedizione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e abbordata dalla marina israeliana. Gli attivisti sono poi stati trasportati in Israele. “Tutto questo – ha aggiunto – è avvenuto in acque internazionali. Quando ci hanno preso eravamo più vicini all’Egitto che a Gaza”.
“C’era un panic room nella quale venivamo introdotti. Ci davano le scarpe in mano così non potevamo neanche difenderci e c’erano tre energumeni che dicendo ‘Welcome to Israel’ ci picchiavano selvaggiamente”. E’ il racconto del deputato del M5s Dario Carotenuto al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino. Il parlamentare faceva parte della spedizione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e abbordata dalla marina israeliana. Gli attivisti sono poi stati trasportati in Israele. “Io ho preso un pugno in un occhio, dei calci, mi hanno strappato una catenina e ammanettato – ha aggiunto – ma a me è andata bene, ne sono uscito in piedi. Ad uno lo hanno portato in infermeria con lesioni interne, altre persone erano bendate”. “La sorella della Presidente irlandese coordinava un po’ il pronto soccorso ed hanno curato persone messe malissimo – ha raccontato ancora – anche persone con fratture, alcuni con abusi sessuali. C’erano anche ragazze e anziani che sono stati torturati”.
La Turchia evacuerà gli attivisti della Flotilla attualmente detenuti in Israele inviando degli aerei. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz citando fonti informate. Sarebbero oltre 70 i cittadini turchi che hanno preso parte all’ultima spedizione della Flotilla ma – viene spiegato – i voli organizzati dalla Turchia potrebbero evacuare anche attivisti di altre nazionalità.
“Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi”. Lo ha affermato il ministro degli esteri Antonio Tajani in una intervista all’Avvenire. “Una cosa è mantenere un blocco navale, un’altra ben diversa è mettere in discussione la dignità e la sicurezza delle persone. Mi dispiace soprattutto per il popolo di Israele, che non merita un ministro come Ben-Gvir. L’Italia comunque chiede conto di quanto è accaduto al Governo israeliano”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
“Io ho preso le botte, Dario Carotenuto ha preso le botte, altri hanno preso molte più botte di noi. Ho visto persone con sospette fratture delle braccia e delle costole. Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso venivano picchiati e sentivamo le grida dall’esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato. Questo è il volto di Israele e questo purtroppo è niente in confronto a quello che Israele fa a 9mila prigionieri palestinesi”. Così il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, che era a bordo della Flotilla per Gaza, in un audio pubblicato sul sito del giornale. “Se Israele può fare tutto questo è perché ha il sostegno dei governi occidentali, europei, compreso il nostro, che questa volta ha protestato”, ha aggiunto Mantovani, che ha raccontato che a lui e a Carotenuto hanno “messo le manette e le catene alle caviglie” e “siamo stati portati all’ufficio di polizia dell’aeroporto Ben Gurion. Lì sono stato in cella tutto il pomeriggio e poi alle undici e mezza ci hanno messi su un aereo per Atene”.
Israele ha rilasciato due attivisti provenienti dalla Corea del Sud che facevano parte della spedizione della Global Sumud Flotilla. Lo ha reso noto la presidenza di Seul.
“Il governo esprime profondo rammarico per l’arresto di cittadini coreani da parte di Israele, avvenuto durante il sequestro di navi umanitarie dirette a Gaza”, ha dichiarato la portavoce presidenziale Kang Yu-jung citata dai media locali. “Tuttavia, accogliamo con favore e apprezziamo molto l’immediato rilascio dei nostri connazionali da parte di Israele”, ha aggiunto.

