Modena, convalidato il fermo per Salim El Koudri

Modena, convalidato il fermo per Salim El Koudri
L’auto, ormai distrutta, con cui El Koudri si è lanciato sulla folla nel centro di Modena. (Foto: LaPresse)

Il 31enne resterà in carcere dopo essersi lanciato con la propria auto sulle persone che affollavano il centro cittadino

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha convalidato il fermo disposto dalla Procura nei confronti di Salim El Koudri, gravemente indiziato del delitto di strage, disponendo la misura della custodia cautelare in carcere. La decisione è arrivata nel pomeriggio. Il giudice ha anche disposto “che l’Amministrazione penitenziaria sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell’indagato, con l’eventuale trasferimento presso Reparti all’uopo specializzati“.

Il 31enne sabato scorso ha investito con l’auto numerose persone nel centro storico della città. Questa mattina il legale di El Koudri, Fausto Giannelli, ha affermato che il suo assistito che quanto accaduto “Non è terrorismo, ma una grave crisi psichiatrica”.

L’infermiera che ha soccorso una donna ferita: “Le ho tenuto la mano, vorrei rivederla”

“Abbiamo sentito un boato dietro le nostre spalle, poi la gente ha iniziato a urlare e a correre a destra e a sinistra. Mi sono girata e ho visto una persona a terra e la macchina sul marciapiede. Inizialmente ho pensato a un incidente, ma avvicinandomi mi sono accorta che la situazione era più grave. Lì c’era già un medico che cercava delle forbici. Praticamente siamo intervenuti insieme: ho tagliato i pantaloni, qualcuno ha lanciato una cintura un po’ particolare per fermare l’emorragia, io per fortuna la sapevo usare perché in Ucraina la utilizziamo. Nel mio Paese ho studiato da paramedico“. Così Viktoria Prudka, infermiera nel reparto di Pneumologia al Policlinico di Modena, che sabato scorso era nel centro storico della città quando Salim El Koudri si è lanciato con l’auto contro la folla, ferendo gravemente quattro persone. Una di queste, una donna tedesca che si è vista tranciare di netto le gambe, è stata soccorsa proprio da Prudka che era lì con la figlia per fare shopping, dopo il turno in ospedale.

Sono rimasta tutto il tempo con lei“, ha spiegato. “Il medico si è spostato per aiutare le altre persone ferite. Io sono rimasta con la signora cercando di tenere sotto controllo l’emorragia, tenendola cosciente mentre speravo che i soccorsi arrivassero presto perché era evidente che il danno era molto grave“, ha aggiunto, spiegando che se non avesse fermato il sanguinamento “la signora non sarebbe sopravvissuta”. “Durante quei momenti la signora era cosciente, abbiamo parlato. Mi ha raccontato che era una turista tedesca e che era a Modena per vedere il duomo. Cercava di alzarsi, cercava le gambe. Non aveva capito, io la tenevo giù. Con un trauma così netto non sei cosciente di quanto ti è accaduto, forse pensi di sentire le gambe anche se non ci sono più. La mia preoccupazione – spiega – era tenerla sveglia e distrarla in qualche modo. Le ho detto ‘Sono un’infermiera, sei in buone mani’. Le è venuta una luce negli occhi e mi ha detto ‘Anche io, anche io’. Mi si è stretto il cuore, perché ho pensato che al suo posto potevo esserci io“, ha aggiunto.

“Mi piacerebbe andare a trovarla, ma non so se è possibile. Se sono ancora scossa? Per forza, un trauma così non lo vedi tutti i giorni. Sembrava le fosse scoppiata una bomba sotto le gambe”. L’infermiera spiega di essere rimasta con la signora “fino a quando è stata caricata in ambulanza”. Dopo la tragedia “il mio primo pensiero era tornare presto a casa, perché c’era un mio figlio di 13 anni che voleva andare in centro con l’altra sorella. Gli ho detto ‘oggi in centro non ci vai’. Ero terrorizzata anche perché vedendo tutti questi ragazzini di 14-15 anni che passeggiavano perché era una bella giornata – erano le 4 e mezza di pomeriggio – ho pensato che sarebbe potuto succedere anche di peggio”. 

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