Madre e figlia avvelenate, a Campobasso riprendono gli interrogatori

Madre e figlia avvelenate, a Campobasso riprendono gli interrogatori
Photo by: Sebastian Gollnow/picture-alliance/dpa/AP Images

Le audizioni da parte degli inquirenti hanno superato quota 100: tra le persone che verranno risentite ancora la cugina Laura Di Vita

Riprendono oggi in Questura a Campobasso gli interrogatori delle persone informate dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sul presunto duplice omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia di Pietracatella avvelenate con la ricina e morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, restano ancora una ventina di testimonianze da raccogliere tra parenti, amici, vicini di casa e conoscenti della famiglia.

Oltre 100 audizioni condotte ma ancora nessun indagato

Le audizioni, coordinate dalla Squadra Mobile di Campobasso diretta da Marco Graziano e dalla Procura di Larino guidata da Elvira Antonelli, hanno già superato quota cento, alcune svolte anche alla presenza della procuratrice capo. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati, ma gli investigatori continuano ad approfondire alcune posizioni in ambito familiare.

Tra le persone che saranno nuovamente ascoltate c’è anche Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, che per quasi quattro mesi ha ospitato nella propria abitazione lui e la figlia dopo la tragedia. Per l’insegnante di sostegno si tratterà della quarta audizione. La nuova convocazione potrebbe avvenire dopo la conclusione delle ultime Sommarie informazioni testimoniali. Nelle ultime ore è stato ascoltato anche il parroco di Pietracatella, don Stefano Fracassi, celebrante dei funerali delle due vittime. Secondo quanto emerge, il sacerdote non avrebbe avuto contatti con Antonella Di Ielsi il 25 dicembre, giorno della comparsa dei primi sintomi che portarono madre e figlia al pronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli per il primo dei tre ricoveri ospedalieri. Gli investigatori ritengono tuttavia che possa essere in possesso di elementi utili alla ricostruzione del contesto familiare e relazionale attorno alla vicenda. 

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