Torino, uccise la moglie incinta in Texas: arrestato, verrà estradato

Torino, uccise la moglie incinta in Texas: arrestato, verrà estradato
Auto della polizia a Torino. (Foto LaPresse/Sara Sonnessa)

L’uomo è arrivato in Italia lo scorso 3 maggio. Sarà riportato negli Stati Uniti

Agenti della squadra mobile e dell’ufficio immigrazione della Questura di Torino e dell’ufficio polizia di frontiera di Malpensa hanno arrestato un cittadino statunitense, destinatario di “red notice” emessa dall’Ufficio Interpol di Washington perché gravato da un provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria statunitense. L’uomo, che verrà estradato, è infatti sottoposto a procedimento penale negli Stati Uniti per il reato di omicidio aggravato plurimo della moglie, in stato di gravidanza, e del figlio non ancora nato, nella contea di Harris, in Texas, il 7 ottobre 2024.

L’attività è stata coordinata dal servizio centrale operativo su impulso del servizio per la cooperazione internazionale di polizia e con il supporto dell’ufficio di collegamento del F.B.I. presso l’Ambasciata americana a Roma. L’uomo è accusato di aver ucciso nella loro casa la moglie incinta, esercitando pressione sul collo e sulla parte superiore della schiena della donna. Per questo è stato arrestato in Texas l’11 ottobre 2024, venendo poi rimesso in libertà previo pagamento di una cauzione pari ad un milione di dollari e sottoposto a libertà vigilata con monitoraggio elettronico. L’uomo però, dopo aver rimosso il dispositivo di monitoraggio, è arrivato in Italia il 3 maggio scorso all’aeroporto di Malpensa di Varese, dove ha utilizzato un passaporto belga intestato a un’altra persona e risultato poi contraffatto, così come altri documenti belgi con generalità ancora differenti.

Solo una volta identificato, l’uomo avrebbe formalizzato una richiesta di protezione internazionale trasmessa alla competente commissione territoriale. Successivamente è stato portato al centro di permanenza per i rimpatri di Torino. Questa mattina l’uomo ha ha presenziato da remoto dinanzi alla Corte d’Appello di Milano, all’udienza di convalida del suo trattenimento; è stato poi arrestato ai fini estradizionali e portato al carcere Lorusso e Cutugno, a disposizione della autorità giudiziaria competente.

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