Delitto di Garlasco, Sempio e Stasi: cosa succede adesso

Delitto di Garlasco, Sempio e Stasi: cosa succede adesso
Andrea Sempio e Alberto Stasi (Foto LaPresse)

Le news e i possibili scenari dopo la riapertura del caso sull’omicidio di Chiara Poggi

Si riapre il caso del delitto di Chiara Poggi a Garlasco. La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestualmente ha inviato gli atti alla Procura generale di Milano, “l’atto contestato” al 38enne nel corso dell’interrogatorio del 6 maggio scorso che è “illustrativo e riassuntivo” delle nuove prove raccolte con la riapertura delle “indagini” sul caso, sin dal 2016-2017, per valutare un’istanza di revisione della condanna per Alberto Stasi.

Cosa succede adesso, i possibili scenari

Cosa succede adesso, da un punto di vista tecnicamente processuale? Prima la revisione per Stasi e dopo un eventuale procedimento a carico di Sempio oppure le due cose possono andare avanti di pari passo? Lo spiega a LaPresse Teresa Bene, ordinario di Diritto processuale del Dipartimento di Giurisprudenza della Federico II, già componente del gruppo di studio che ha lavorato alla riforma Cartabia.

“La strada processuale – dice – è ancora molto articolata e complessa e potrebbe porci di fronte a nuovi e inediti scenari“. “La revisione del processo è un mezzo straordinario che consente di riaprire un processo concluso con sentenza definitiva di condanna – afferma Bene – Nel caso Garlasco, contestualmente all’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura di Pavia ha ritenuto di inviare gli atti alla Procura generale di Milano per valutare, alla luce delle nuove prove, se esistono i presupposti per una possibile revisione che, in questo caso, possano portare al proscioglimento di Alberto Stasi”.

Nel frattempo, la conclusione della fine delle indagini preliminari “avvia una fase che non è breve” e “questo tempo non sarà dettato dalla revisione”. Nei prossimi 20 giorni l’indagato Sempio potrà presentare memorie o chiedere di essere interrogato. Al termine, la Procura potrebbe decidere per il rinvio a giudizio o per la richiesta di archiviazione”, prosegue Bene. “Insomma ci sono molte variabili in gioco”. Sul fronte della possibile revisione, la Procura generale di Milano valuterà se sussistono i presupposti dell’istanza che se accolta potrebbe revocare la sentenza di condanna di Stasi a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, la sua fidanzata, avvenuto il 13 agosto del 2007 e prosciogliere Alberto Stasi.

Il legale di Stasi: “Speranza sempre più crescente”

Una cosa, per l’avvocato Antonio De Rensis che difende Stasi, è certa: “Alberto ha una speranza sempre più crescente, ma ha anche comunque un equilibrio che lo fa rimanere con i piedi per terra, consapevole della sua situazione attuale di detenuto, e altrettanto consapevole che questa è un’indagine seria, che forse ci permetterà di lavorare intensamente, e nel tempo più veloce possibile, compatibilmente con la mole degli atti, per preparare una richiesta di revisione”.

“Questa indagine fa e farà tanta paura a qualcuno, si cerca di sfuggire dalla realtà immaginando situazioni che non hanno niente a che vedere con la realtà – ha aggiunto De Rensis ai microfoni di ‘IgnotoX’ su La7-. Chissà che questa indagine non ci faccia scoprire che qualche censore verrà poi censurato”.

“Che ci sia stata un’operazione spazzatura, questo è sicuro -ha rimarcato l’avvocato-. Però quando fai l’operazione spazzatura devi calcolare bene il vento, perché se sbagli il vento la spazzatura ti torna in faccia. Questa nuova indagine è stata svolta da dei galantuomini, che non hanno mai avuto contatti con alcuno. L’ultima volta che ho parlato e visto il procuratore capo è stato quando è stato sentito Alberto, e lo stesso vale per gli altri pubblici ministeri. Da domani ci sarà il 99% dell’informazione che seguirà l’operazione realtà. Poi, se c’è l’1% che vuole continuare a seguire l’operazione spazzatura, lo faccia”.

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