Delitto di Garlasco, nelle agende di Sempio sogni di stupri e omicidi

Delitto di Garlasco, nelle agende di Sempio sogni di stupri e omicidi
Delitto di Garlasco, Andrea Sempio in una foto di archivio (Foto Cecilia Fabiano/Lapresse )

Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano negli atti dell’inchiesta

Nelle agende e nei “diari” sequestrati ad Andrea Sempio, il 38enne indagato per il delitto di Garlasco in cui fu uccisa Chiara Poggi descriverebbe i propri “sogni” notturni come un “protagonista violento” dedito a stupri e omicidi. Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano negli atti dell’inchiesta. In particolare si fa riferimento agli estratti da un’agendina Moleskine degli anni 2019-2020-2021. “Sogna che accoltella delle persone”, riportano i militari il “sunto” di quegli appunti.

Il 18 ottobre 2020 “sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia”. Il 3 gennaio di nuovo “sogna che accoltella”. Il 6 giugno “sogna che stupra” una ragazza che viene indicata con un nome di battesimo. Nelle “conclusioni” della professoressa Cristina Cattaneo, consulente per la Procura di Pavia, è stata anche riformulata la finestra temporale in cui sarebbe avvenuto l’omicidio.

Carabinieri: “Dopo omicidio Sempio si è pulito in casa della nonna”

Andrea Sempio si è “recato a casa della nonna” dopo aver ucciso Chiara Poggi e “lì ha potuto terminare le operazione di pulizia prima di fare rientro” dai “genitori per pranzo”. Lo scrivono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nell’informativa riassuntiva degli elementi raccolti nell’indagine sul delitto di Garlasco. Secondo gli inquirenti “dopo il delitto” è “ipotizzabile” che il 38enne sia andato dalla nonna nell’abitazione di via Canova al civico 9 che è “distante circa 400 metri” dalla villetta di via Pascoli, teatro dell’omicidio. Sempio avrebbe potuto raggiungere la casa “percorrendo la strada posta dietro” casa Poggi. 

Carabinieri su scontrino: “Impossibile dire se lo ha fatto Sempio”

 Lo “scontrino” del 13 agosto 2007 “non può avere alcun valore positivo o negativo” nell’indagine su Andrea Sempio perché è “impossibile riscontrare con certezza che sia stato proprio lui a produrlo andando a Vigevano” nella “tragica mattina” dell’omicidio di Chiara Poggi. Così i carabinieri della squadra omicidi di Milano nell’informativa finale sul delitto di Garlasco. I militari, coordinati dalla Procura di Pavia, nutrono più di un dubbio sulla genuinità di quel tagliando, staccato nel parcheggio di Piazza Ducale alle 10.18 per la durata di un’ora, e ritengono “più probabile” che lo abbia fatto la madre, Daniela Ferrari, e poi “conservato per precostituire un alibi”. Lo sostengono in base al fatto che il “racconto” di Sempio sui suoi movimenti nell’estate di 19 anni fa è “chiuso nel triangolo familiare” fra lui, sua madre e suo padre con “dichiarazioni che si sostengono a vicenda ma che non hanno alcun riscontro esterno” alla famiglia.

Mamma Sempio: “Gli ho rovinato la vita con quello scontrino

 “E’ colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea…Ho rovinato io la vita”. Parlava così intercettata e fra le lacrime la madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, in auto assieme al marito, Giuseppe Sempio che prova a rassicurarla: “Ma cosa stai dicendo? ma chiunque l’avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo.. non ricominciare …(incomprensibile)… stai tranquilla…”. Secondo gli atti dell’inchiesta della Procura di Pavia con il Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano il 22 ottobre 2025 la coppia sta discutendo di un presunto nuovo “supertestimone” del delitto di Garlasco che è emerso sui media in quei giorni e che smentirebbe la versione di Andrea Sempio secondo cui avrebbe fatto lui personalmente il tagliando nel parcheggio di Vigevano delle 10.18 la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi. “Allora, adesso c’è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l’Andrea né i suoi familiari!”, dice la donna. “Come fa ad averlo? – risponde il marito -. Gliel’ha dato lui? (ride), non so! Chi è che gliel’ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì… va beh… nella…. estremiii…, estremizzare le cose che poi son cagate, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu (sospiro) secondo lui, ha detto che non lo hai fatto tu, non l’ha fatto il figlio non l’ho fatto io, e va beh! Lo avrà fatto lui! Quello li! Ma lo avrà dato lui al figlio! Ma robe da matti.. che manica di diabolici… lo scontrino… l’ha documentato! Va bene! Fammi vedere! Ma pazzesco! Un familiare! Testimoni! Escono testimoni come..”. “A Garlasco ci sono più testimoni che abitanti”, replica la mamma dell’indagato. 

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