Omicidio Rogoredo, Cinturrino in tribunale. Testimone: “Picchiava chi non pagava”

Omicidio Rogoredo, Cinturrino in tribunale. Testimone: “Picchiava chi non pagava”
Carmelo Cinturrino all’arrivo in tribunale (Foto LaPresse/Alessandro Contaldo)

Oggi l’incidente probatorio

Carmelo Cinturrino, il poliziotto accusato dell’omicidio di Abderrahim Mansouri la sera del 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, è arrivato in tribunale questa mattina alle 9.30, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Oggi si terrà l’udienza dell’incidente probatorio. Davanti al Pm, Giovanni Tarzia e al giudice, Domenico Santoro verranno sentiti sei testimoni.

Testimone: “Cinturrino voleva i soldi, picchiava chi non pagava”

Carmelo Cinturrino “picchiava, se non gli davi i soldi ti dava le martellate, se gli davi i soldi ti lasciava stare”. Così uno dei testimoni che oggi saranno ascoltati dal gip Domenico Santoro nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, parlando con i giornalisti prima di entrare in aula in Tribunale a Milano. Il tossicodipendente, frequentatore del boschetto della droga di Rogoredo, è uno degli 8 testimoni indicati dal pubblico ministero Giovanni Tarzia nella richiesta di incidente probatorio sull’assistente capo e altri 6 agenti del Commissariato Mecenate di Milano indagati a vario titolo per cessioni di droga, concussione, percosse, rapina, falso, calunnia ed estorsione nei confronti di pusher e consumatori di droga. E’ lui uno dei due testi che ha riferito di aver sentito dal 41enne, che da febbraio si trova in carcere a San Vittore con l’accusa di omicidio volontario aggravato, la frase “Digli a Zack che lo ammazzo” con riferimento al soprannome ‘Zack’ dello spacciatore marocchino ucciso il 26 gennaio in via Impastato. “Non so”, ha risposto a chi gli domandava perché Cinturrino avesse proferito quelle parole. “Quello voleva solo i soldi e basta”. Alla domanda se agisse da solo l’uomo ha risposto di averlo visto “assieme a un suo socio”.

Cinturrino denuncia i testimoni per associazione a delinquere

Carmelo Cinturrino con i suoi legali ha denunciato tutti gli 8 testimoni che lo accusano per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e al traffico di stupefacenti, calunnia e false dichiarazioni al pubblico ministero. È quanto emerso nei primi minuti dell’incidente probatorio in corso per l’omicidio di Abderrahim Mansouri. I difensori dell’assistente capo del Commissariato Mecenate, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, hanno subito sollevato un’eccezione per chiedere che i 6, fra tossicodipendenti e pusher che oggi avrebbero dovuto essere ascoltanti nel contraddittorio, (2 si trovano in carcere e non sono presenti) siano sentiti non nella qualità di ‘testimoni puri’ ma di testi indagati in procedimento connesso e quindi con l’assistenza a loro volta di un difensore. Circostanza che, se accolta, varrà anche nei successivi sviluppi processuali come udienza preliminare e dibattimento davanti alla Corte d’assise di Milano.

Quattro testimoni contro Cinturrino saranno assistiti da un legale

Dopo quasi 3 ore di camera di consiglio può iniziare l’incidente probatorio nell’inchiesta sul poliziotto Carmelo Cinturrino accusato dal pm Giovanni Tarzia dell’omicidio del 28enne Abderrahim Mansouri. Quattro dei 6 testimoni che accusano l’assistente capo del Commissariato Mecenate di cessioni di droga, pestaggi ed estorsioni saranno sentiti con l’assistenza di un difensore. Da quanto si apprende la decisione del gip di Milano, Domenico Santoro, che ha letto una lunga ordinanza in aula, non deriva dalla denuncia per associazione a delinquere e traffico di droga che i legali del 41enne hanno presentato nei confronti di tutti i tossicodipendenti e pusher che lo accusano. Due testimoni, infatti, saranno sentiti come indagati in procedimenti connessi perché già sottoposti a procedimenti penali legali al mondo della droga a Rogoredo. Altri due avranno l’assistenza di un legale perché già processati in due vicende collegate, terminate rispettivamente con una sentenza di assoluzione e una di condanna. Gli ultimi due invece saranno sentiti come ‘testimoni puri’, senza difensore. L’eccezione sollevata dai legali di Cinturrino, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, ha fatto slittare l’inizio dell’incidente probatorio in cui ‘cristallizzare’ le deposizione di alcune ore. E’ improbabile che possa concludersi nell’udienza oggi, obbligando il gip a un rinvio.

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