Saranno celebrati mercoledì alle 15 nella Cattedrale di Nola (in provincia di Napoli) i funerali di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo l’autopsia, svolta nel pomeriggi, la salma sarà restituita ai familiari. I periti poi avranno quattro mesi per sviluppare la loro relazione. E non presenterebbe lesioni riferibili a un taglio eseguito per errore durante le fasi di espianto, il cuore prelevato a Bolzano e giunto a Napoli danneggiato e poi trapiantato al piccolo Domenico Caliendo. È, a quanto apprende LaPresse, una primissima risultanza dell’autopsia.a mancanza di lesioni macroscopiche sull’organo smentirebbe quanto emerso da alcune testimonianze finite agli atti dell’inchiesta, secondo cui il cuore destinato al piccolo Domenico sarebbe stato danneggiato già in fase di espianto con un taglio sul ventricolo dall’équipe proveniente dal Monaldi nell’ospedale di Bolzano.
Nell’incidente probatorio interruzioni per motivi procedeurali
Questa mattina si è svolto l’incidente probatorio richiesto dalla Procura partenopea. Il piccolo Domenico è deceduto due mesi dopo essere stato sottoposto a un trapianto di cuore con organo danneggiato. Nel Palazzo di giustizia di Napoli erano presenti i tre periti nominati dal giudice – Biagio Solarino dell’Università di Bari, Ugolino Livi dell’ospedale di Udine e Luca Lorini del Papa Giovanni XXIII di Bergamo – i periti nominati dal legale dei genitori di Domenico, tra cui il cardiochirurgo dell’Università di Bristol Gianni Angelini, e quelli nominati dai sette indagati, medici e paramedici del Monaldi, ai quali la Procura contesta il reato di omicidio colposo.
Diverse le questioni procedurali che hanno interrotto l’udienza per due camere di consiglio, in particolare sull’acquisizione o meno delle testimonianze di medici e infermieri presenti nelle sale operatorie di Napoli e di Bolzano, che hanno permesso di ricostruire espianto, trasporto e impianto del cuore giunto al Monaldi irrimediabilmente danneggiato. Sono ben 25 i periti nominati dal gip, dalla difesa dei genitori di Domenico e dalle difese dei sette medici del Monaldi indagati per omicidio colposo, che si sono confrontati in udienza e che parteciperanno all’esame autoptico in programma nel pomeriggio al Secondo policlinico del capoluogo campano.
Legali: “Approfondimenti sul contenitore di ghiaccio a Bolzano”
La difesa della dottoressa Gabriella Farina, medico del Monaldi indagata nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, chiederà alla Procura di Napoli di approfondire la circostanza secondo cui all’ospedale di Bolzano i cartelli, indicanti la presenza del ghiaccio secco nei contenitori dai quali è stato prelevato il ghiaccio per il trasporto del cuore destinato a Domenico, siano stati affissi solo in un secondo momento, dopo l’apertura delle indagini sulla morte del bimbo.
“È un aspetto che va assolutamente approfondito“, spiegano gli avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, legali della dottoressa Farina, uno dei due membri dell’equipe che il 23 dicembre 2025 dal Monaldi si è recata a Bolzano per l’espianto del cuore destinato a Domenico. L’utilizzo del ghiaccio secco nella box che ha trasportato il cuore a Napoli sarebbe l’elemento decisivo per il danneggiamento dell’organo, giunto nella sala operatoria del Monaldi quando era ormai inutilizzabile. Il ghiaccio secco è stato fornito da una oss dell’ospedale di Bolzano su richiesta del team napoletano per “riempire” la box destinata al trasporto del cuore.
Dalle foto mostrate nel corso della trasmissione “Lo stato delle cose” su Raitre il contenitore del ghiaccio viene mostrato in due momenti diversi, prima senza cartelli e in un secondo momento con dei cartelli con segnalazioni di sicurezza che, secondo i legali, sarebbero stati apposti solo dopo il trapianto al centro delle indagini della Procura. “È un fatto che siano stati modificati i luoghi”, sottolineano i legali.

