Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per Stefano Bandecchi, attuale primo cittadino di Terni, con l’accusa di evasione fiscale. I magistrati gli contestano il mancato versamento di circa 20 milioni di euro tra il 2018 e il 2022, quale amministratore di fatto dell’università telematica Niccolò Cusano. Bandecchi, presente in aula e assistito dai legali Filippo Morlacchini e Ali Abukar, dovrà comparire il 4 giugno davanti al tribunale monocratico. A processo anche altri tre ex dirigenti della società. “Lo avevano previsto”, è stato il commento di Bandecchi uscendo dall’aula del tribunale di piazzale Clodio a Roma.
Il sindaco sempre al centro della polemiche per dichiarazioni e litigi
Il vulcanico sindaco della città umbra, leader del partito da lui fondato, Alternativa Popolare, è stato più volte al centro di polemiche per le sue dichiarazioni sopra le righe e per litigi anche in consiglio comunale. Nel giugno 2024 aveva abbaiato in consiglio comunale, smettendo di rispondere alle interrogazioni di Fratelli d’Italia e lasciando l’Aula. A novembre dello stesso anno aveva scritto sui social: “i voti non li elemosino di certo al massimo li compro o li prendo di prepotenza”. Nel settembre 2024 aveva sputato in faccia a un cittadino che lo contestava in strada a Terni, che poi averva minacciato con la frase: “Che partito voti? Stai attento“. In Consiglio comunale nell’agosto 2023 aveva litigato duramente con i consiglieri di FdI, cercando di scagliarsi contro il capogruppo Marco Cecconi.

Le frasi ritenute sessiste
Scalpore poi avevano destato alcuni suoi commenti ritenuti sessisti. “So che tutti gli italiani maschi hanno capito, almeno quelli normali, e per normali intendo sani di mente. Tutte le femmine normali mi hanno capito. Detto questo, è vero che l’Italia è piena di imbecilli e quindi capisco che per qualcuno sia difficile capire le mie parole che rivendico tutte, una per una: un uomo normale guarda il bel culo di un’altra donna e forse ci prova anche. Poi, se ci riesce, se la tromba anche; se poi non ci riesce, prende e torna a casa. Offendetevi quanto cazzo vi pare ma è la mia idea”, le parole del primo cittadino, sempre in consiglio comunale, nel gennaio 2024, dopo le polemiche scatenate sempre da sue dichiarazioni durante la discussione su un atto proposto dalle minoranze sulla violenza di genere. In occasione della sua candidatura alle Europee con Alternativa popolare, insieme a Luca Palamara, nel marzo 2024, aveva risposto così sulle donne in lista?: “Chiedo scusa alle donne, ma per me le donne sono fondamentali come gli uomini, noi prediligiamo le intelligenze. Io posso candidare anche un cammello se è intelligente. Io non credo nelle quote rosa, per me non esistono. Per me le donne ci rimettono. Non ho candidato nessun cammello, ma donne tante e uomini pure”.
Piccolotti (Avs): “Caso Bandecchi rafforza ombre su intreccio affari-politica”
“Il rinvio a giudizio del sindaco di Terni e amministratore di Unicusano, università telematica al centro di indagini da parte della guardia di finanza, rafforza le ombre sull’intreccio di affari e politica di Bandecchi è protagonista e che da sempre denunciamo”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs. “A tal proposito – prosegue la deputata rossoverde della commissione Cultura alla Camera – è necessario che il sindaco Bandecchi risponda anche ad una domanda semplice: perché proprio ieri ha rimescolato la giunta nominando il fedelissimo Paolo Tagliavento come vicesindaco, un giorno prima della notizia del suo rinvio a giudizio per evasione fiscale, diffusa oggi? La coincidenza è troppo evidente per non sollevare il sospetto che stia tentando di blindare il Comune nel caso in cui fosse costretto a farsi da parte. I cittadini ternani non meritano questi giochi di potere né manovre preventive che sono il segno di una concezione proprietaria delle istituzioni pubbliche. Siamo stanchi del suo inesistente rispetto per i cittadini, per i suoi atteggiamenti da uomo solo al comando e di una politica fondata su logiche di corte e clientele. Terni ha bisogno di cambiare passo, è tempo che Bandecchi e la sua cricca si facciano da parte e che – conclude Piccolotti – la parola torni agli elettori”.

