Dl Sicurezza, via libera al testo della maggioranza. Il Colle frena su scudo e fermo preventivo

Dl Sicurezza, via libera al testo della maggioranza. Il Colle frena su scudo e fermo preventivo
Scontri a corteo Nazionale in solidarietà al Centro Sociale Askatasuna (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

Preclusa la risoluzione unitaria delle opposizioni. Piantedosi: “Dare colpa allo Stato è un modo per assolversi”

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha dato parere favorevole alla risoluzione presentata dalla maggioranza sulle comunicazioni rese nell’Aula del Senato dal titolare del Viminale sui fatti di Torino, dopo il corteo in sostegno di Askatasuna. In parte assorbita nel documento del centrodestra la risoluzione di Azione. Preclusa con parere contrario, invece, sulla risoluzione unitaria di Pd, M5s, Avs Iv. Sergio Mattarella, intanto, ha segnalato i punti da limare del pacchetto sicurezza: su tutti fermo preventivo e scudo penale per gli agenti di polizia.

Incontro al Colle, da limare norme su scudo e fermo preventivo

Fermo preventivo e scudo penale per gli agenti di polizia. Restano questi, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, dopo l’incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano, i punti del pacchetto sicurezza ancora da “limare”.

In particolare, il Capo dello Stato – viene riferito – avrebbe fatto presente al sottosegretario alla presidenza del Consiglio che per quel che riguarda lo scudo penale, dal momento che la Costituzione prevede che i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge, l’esigenza di non creare un doppio registro che abbia valore solo per alcune categorie di cittadini. Da delimitare meglio, poi, anche il fermo preventivo, non essendo sufficiente avere un atteggiamento sospetto ma elementi concreti che possano cambiare il quadro. Al Quirinale le bocche restano cucite, in attesa di sapere se i ‘suggerimenti’ verranno accolti da Giorgia Meloni e dal resto dell’esecutivo.

Piantedosi: “Dare colpa allo Stato è modo per assolversi”

“Dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli e, allo stesso tempo, per assolversi”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Senato nelle comunicazioni sui fatti di Torino. “Attribuire sempre allo Stato la colpa di tutto” è un “modo comodo per deresponsabilizzare i violenti e per evitare un’analisi seria dei fatti. Io credo che se un teppista tenta di uccidere un poliziotto, la responsabilità sia del teppista, non del poliziotto. Io credo che se una persona commette un reato, la colpa sia di chi lo commette, non della pattuglia che in quel momento non si trovava in quel punto preciso”. 

Opposizione: “Valutate nostre proposte, modello di destra ha fallito”

“Il tema della sicurezza in questo Paese non riguarda le violenze alle manifestazioni riguarda il fallimento della destra securitaria che voleva dare un segnale al Paese operando con legge e ordine e invece ha fallito ogni obiettivo su questo fronte”. Così il capogruppo M5S Stefano Patuanelli intervenendo in sala stampa al Senato accompagnato dai colleghi di Pd, Avs e Iv per presentare la risoluzione unitaria in vista delle comunicazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui fatti di Torino. “Noi accompagniamo delle proposte che chiediamo alla maggioranza di valutare seriamente, in primis il completamento della pianta organica perché le forze di polizia si sostengono non a parole ma con i fatti”, ha aggiunto. “Il testo riafferma che la sicurezza è un valore non negoziabile e che va costruita nel pieno rispetto della Costituzione, rafforzando organici, mezzi e formazione delle Forze dell’Ordine e tutelando il diritto di manifestare pacificamente – ha aggiunto Francesco Boccia – Di fronte ai fallimenti del governo sulla sicurezza reale, la maggioranza alimenta lo scontro e usa la paura come strumento politico, invece di cercare unità e soluzioni concrete. La risoluzione impegna il Governo a privilegiare il confronto parlamentare e a respingere scorciatoie autoritarie che rischiano di indebolire lo Stato di diritto”. “Oggi disveliamo che loro hanno fallito sul fronte della sicurezza”, ha attaccato da Iv Raffaella Paita. “E’ importante respingere il tentativo di usare gli episodi gravissimi di Torino come un assist per dar vita a una vera e propria stretta sui diritti e sulle libertà costituzionali. Questa cosa non è accettabile. Nessuno provi a utilizzare i fatti di Torino come la tempesta perfetta per mettere mano ai diritti di tutti noi”, ha concluso il capogruppo Avs Peppe De Cristofaro

 “Non fare ricorso in materia di ordine pubblico allo strumento della decretazione d’urgenza, ferma restando la necessità di intervenire a tutela della sicurezza dei cittadini, privilegiando piuttosto veicoli normativi di iniziativa parlamentare che possano consentire un reale confronto democratico a salvaguardia dei diritti e dei limiti previsti dalla Costituzione”. E’ questo il primo punto di impegno per il Governo messo nero su bianco nella risoluzione unitaria presentata in Senato da Pd, M5S, Avs e Iv. Il testo impegna poi il Governo “ad astenersi da qualsivoglia iniziativa legislativa volta a prevedere una limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale che esulino rispetto al procedimento previsto dall’articolo 13, comma 3, della Costituzione al fine di garantire la non arbitrarietà di tali misure; a reintrodurre la procedibilità d’ufficio per quei reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato, al fine di evitare di far gravare sulle vittime l’onere di proporre querela; a intervenire al fine di abrogare alcune recenti norme contenute nel c.d. decreto Nordio che rendono inefficace e ostacolano l’azione sulla sicurezza”. 

“Escludere ogni tentativo di introdurre incostituzionali ipotesi di versamento di cauzioni per gli organizzatori delle manifestazioni, per non penalizzare ingiustamente chi manifesta in modo libero e civile usando il pretesto di facinorosi che non si è in grado di controllare; astenersi dall’adozione di misure speciali che prevedano limitazioni o immunità procedimentali rispetto alla valutazione dell’operato delle Forze dell’ordine; da evitare, in ossequio al principio di uguaglianza di cui all’articolo 3, anche in ragione delle modifiche intervenute con il D.Lgs. 150/2022 relativamente all’articolo 335 del codice di procedura penale, l’esclusione dall’iscrizione nel registro degli indagati qualora sussistano cause di giustificazione con riguardo esclusivo alle forze dell’ordine ma a valutare se del caso eventuali interventi di portata generale”.

Salvini: “Vergogna fermati già a piede libero, votare sì a referendum”

“Già a piede libero. Vergogna. Votare ‘sì’ al referendum sulla giustizia è un dovere morale”. Così in un post su X il leader della Lega Matteo Salvini, dopo la notizia degli arresti domiciliari per uno dei fermati dei fatti di Askatasuna e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per gli altri due.

Tajani: “Sorpreso dalla rapida liberazione dei violenti di Torino”

“Sono rimasto sorpreso di questa liberazione un po’ così rapida di persone. Hanno aggredito, hanno preso a martellate un poliziotto”. ha detto Antonio Tajani, in riferimento alla scarcerazione delle persone fermate e arrestate per le violenze di Torino. “Anche il messaggio che si dà… Bisogna anche dare un segnale. Se questa è la giustizia, io veramente rimango perplesso, il poliziotto poteva essere il figlio di chiunque di noi”, ha aggiunto il ministro degli Esteri parlando con i giornalisti a Washington. 

Ambrogio (FdI): “Scarcerazioni alimentano antagonismo sovversivo”

“La scarcerazione dei responsabili degli scontri di Torino, con il semplice obbligo di firma, lancia un messaggio devastante: la violenza può essere derubricata a fastidioso incidente di percorso. Ancora una volta, a fatti gravi segue una risposta giudiziaria debole, che mina la credibilità delle istituzioni. Così si dà l’immagine di uno Stato sfilacciato, incapace di affermare con decisione il principio di legalità”. Ad affermarlo Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia.

“Questo schema – continua la Ambrogio – si ripete ormai in troppe fattispecie criminose, alimentando un sentimento di insicurezza sempre più diffuso tra i cittadini. Chi rispetta le regole si sente abbandonato, mentre chi le infrange percepisce un sistema indulgente. Così si scava un solco profondo tra Paese reale e apparati dello Stato”.

“Non è accettabile – aggiunge la Ambrogio – che episodi di questa gravità vengano trattati con tanta leggerezza. Serve una svolta netta, serve restituire certezza della pena e autorevolezza alle Istituzioni. Questa vicenda è l’ennesima conferma: una riforma profonda della magistratura non è più rinviabile. È una necessità urgente e improcrastinabile. Per la sicurezza dei cittadini, per la credibilità dello Stato”.

Gasparri (FI): “Vergogna per chi rimette in libertà arrestati”

Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in un video pubblicato su Facebook, ha detto: “Siamo nell’Aula del Senato a Palazzo Madama dove oggi si discuterà anche dei fatti di Torino. Mentre siamo qui, apprendiamo che la magistratura ha già scarcerato due dei tre che erano stati arrestati per resistenza al pubblico ufficiale e altri eventuali reati. Come si fa a sostenere l’azione delle Forze dell’ordine quando la magistratura scarcera subito i già troppo pochi che erano stati arrestati? Sì, con l’obbligo della firma, ma non va bene. È una decisione che ci sconcerta, è una decisione che ci amareggia, è una decisione che offende il sacrificio delle Forze dell’ordine. Poi dicono che non si deve votare ‘sì’ per la riforma della giustizia. Questo è un ulteriore episodio di uso politico della giustizia. È una vergogna. Siamo, ancora di più, dalla parte del popolo in divisa e lo diremo oggi nell’Aula del Senato. Vergogna per chi rimette a piedi libero i pochi arrestati. Molti di più dovrebbero stare in carcere, invece i pochi che ci finiscono vengono subito liberati dalla magistratura. È una cosa indegna, indigna e ci fa arrabbiare molto”.

Ceccardi (Lega): “Due antagonisti già liberi, schiaffo a chi porta divisa”

“La scarcerazione di due dei tre arrestati per gli scontri di Torino è l’ennesimo segnale di un sistema che spesso sembra voler premiare chi sceglie la violenza anziché chi la subisce per difendere la collettività. È avvilente che chi aggredisce un pubblico ufficiale torni a casa dopo poche ore con un semplice obbligo di firma”. Così Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega.
“Solidarietà totale agli agenti che hanno messo a rischio la propria incolumità per arginare la barbarie ideologica dei centri sociali.
Questi soggetti sono professionisti del disordine organizzati che cercano lo scontro fisico e come tali andrebbero trattati e puniti.
Non a caso, per loro la procura aveva chiesto il carcere. Permettergli di tornare subito in libertà alimenta un senso di impunità molto pericoloso, che svilisce il lavoro delle nostre Forze dell’Ordine”, conclude.

Obbligo di firma e domiciliari ai fermati

Arresti domiciliari per uno dei fermati e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per gli altri due. Lo ha stabilito il Gip del tribunale di Torino, Irene Giani, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei tre fermati dopo gli scontri a Torino di sabato scorso durante la manifestazione pro Askatasuna, dove è stato ferito un poliziotto di 29 anni. Ai domiciliari è finito Angelo Simionato di 22 anni.

Reiterazione del reato e rischio di inquinamento probatorio. Sono le motivazioni con cui la Gip del tribunale di Torino, Irene Giani, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari nei confronti Angelo Simionato. Tutti e tre sono accusati di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, durante la manifestazione pro Askatasuna, di sabato scorso. Parallelamente ai tre arresti, è stato aperto un altro fascicolo d’ indagine, per il momento contro ignoti, che ha come ipotesi di reato quella di devastazione.

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