Inchiesta Urbanistica Milano, il Comune ordina la demolizione del cantiere di via Fauchè a processo

Inchiesta Urbanistica Milano, il Comune ordina la demolizione del cantiere di via Fauchè a processo
Archivio (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Il progetto era partito a ottobre 2022. Palazzo Marino parla di “un atto dovuto” in “esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso autunno”

C’è il primo caso di demolizione di uno delle decine di progetti immobiliari finiti nelle inchieste sull’urbanistica della Procura di Milano. Secondo quanto apprende LaPresse, il Comune di Milano ha disposto l’ordine di demolizione del cantiere di via Fauchè 9, il progetto partito nell’ottobre 2022 per realizzare con una Scia per ristrutturazione edilizia e all’interno di un cortile, una palazzina da tre piani di cui due fuori terra attraverso la demolizione di un laboratorio-deposito più basso e meno voluminoso. Contattato da LaPresse, Palazzo Marino parla di “un atto dovuto da parte del Comune di Milano” in “esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso autunno”.

Il 4 novembre 2025 infatti il massimo organo della giustizia amministrativa ha confermato la sentenza del Tar Lombardia dell’estate 2024 e stabilito che, nonostante le leggi degli ultimi 13 anni (2013-2020-2022) abbiano notevolmente allargato il concetto di “ristrutturazione edilizia”, la demolizione con ricostruzione di un nuovo edificio può essere classificata tale solo se è garantita la “unicità dell’immobile interessato dall’intervento”, la “contestualità” fra demolizione e ricostruzione e l’utilizzo della “volumetria preesistente” senza ulteriori “trasformazioni della morfologia del territorio”. Anche il “superamento di uno solo di questi limiti” comporta la qualifica di “nuova costruzione” e quindi richiede un livello più elevato di oneri di urbanizzazione e di dotazioni di servizi pubblici sull’area.

La sentenza ha accolto le argomentazioni dell’avvocata Wanda Mastrojanni che rappresenta il super-condominio da 200 appartamenti di via Fauchè 9-11 e via Castelvetro 16-18-20, adiacente al progetto immobiliare, e che è costituito parte civile nel processo dove il pm Paolo Filippini accusa di abusi edilizi davanti alla decima sezione del tribunale di Milano il costruttore Luigi ‘Gigio’ D’Ambrosio, immobiliarista con la società Fauchè 9 srl, il direttore lavori-progettista e l’impresario edile, Marco Colombo e Gaetano Risi.

Un’udienza del processo in cui erano chiamati sul banco dei testimoni i consulenti tecnici degli imputati era prevista per oggi ma è stata rinviata al 2 febbraio. Non è chiaro come l’ordine di demolizione disposto dal Comune di Milano possa influire sull’andamento del procedimento penale in cui si discute di reati contravvenzionali che prevedono sanzioni e confische degli immobili come eventuali pene in caso di condanna. Dal momento dell’emissione del provvedimento il proprietario dell’area ha 90 giorni di tempo per adempiere alle demolizioni e ripristinare lo stato di fatto dell’area. Oltre il 91esimo giorno, in caso di mancata ottemperanza, scatta una sanzione da 2mila a 20mila euro e l’amministrazione pubblica può acquisire gratuitamente l’area al patrimonio comunale.

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