Inchiesta Urbanistica Milano, Boeri e altri 6 rinviati a giudizio per il Bosconavigli

Inchiesta Urbanistica Milano, Boeri e altri 6 rinviati a giudizio per il Bosconavigli
(Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Sono accusati di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e abusi edilizi: il processo al via il 16 marzo

Stefano Boeri e altri 6 fra costruttori, architetti e funzionari del Comune di Milano dovranno affrontare un processo per abusi edilizi per la costruzione del BoscoNavigli, il progetto immobiliare di lusso di Scalo San Cristoforo a Milano finito coinvolto nelle inchieste sull’urbanistica della Procura di Milano. Dopo 2 ore di discussione degli avvocati e del pubblico ministero Paolo Filippini, la giudice Giovanna Taricco della decima sezione penale del Tribunale di Milano ha rinviato a giudizio il presidente della Triennale, l’ingegner Marco Nolli, l’ex direttore dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni, il co-progettista Giovanni Da Pozzo, il costruttore Cristoforo Giorgi, il dirigente del Comune di Milano, Andrea Viaroli.

L’accusa è cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e abusi edilizi

Sono tutti accusati di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e in abusi edilizi per aver realizzato su un lotto libero di 8mila metri quadrati il palazzo, alto nel punto massimo oltre 40 metri per 12 piani, in assenza di un piano attuativo e in un’area in cui “l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti”, e di averlo fatto attraverso una convenzione urbanistica mai votata da consiglio e giunta comunali di Milano. Tra le imputazioni anche l’utilizzo scorretto del permesso di costruire convenzionato come titolo edilizio e presunti oneri di urbanizzazione sottostimati. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo alle 12.30. La decisione di mandare a processo tutti gli imputati durante l’udienza pre-dibattimentale è stata presa dalla giudice non appena gli avvocati (fra cui Giuseppe Iannaccone, il professor Francesco Mucciarelli, i legali Stefano Solida, Davide Steccannella, Francesco Moramarco) hanno smesso di parlare in aula. La discussione dei difensori è stata per tutti incentrata sul cosiddetto “elemento soggettivo” e cioè la consapevolezza di costruttori, progettisti, funzionari pubblici di violare eventualmente delle norme molte complesse in materia edilizio-urbanistica e con diversi orientamenti giurisprudenziali. 

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