Acca Larentia, Rocca: “Saluti romani? Scelte individuali”

Come ogni 7 gennaio, davanti alla sede del Movimento sociale italiano di Acca Larentia a Roma, si ricordano Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, i due giovani militanti di estrema destra uccisi il 7 gennaio 1978 ad opera di un gruppo armato di estrema sinistra.
Presenti alle cerimonia il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e il deputato FdI e presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone. Roma Capitale ha deposto prima della cerimonia una corona di fiori.
Come ogni anno la commemorazione istituzionale del mattino è occasione per parlare di quella delle 18, che vedrà centinaia di militanti neofascisti che al rito del “presente” eseguiranno il saluto romano.
“I saluti romani del pomeriggio ad Acca Larenzia? Io sono qui questa mattina per commemorare questo barbaro episodio per il quale a distanza di tanti anni ancora non sono stati individuati gli autori. E a mio avviso non si è fatto abbastanza per individuarli. Quello che accade nel pomeriggio sono scelte individuali e se ci sono comportamenti al di fuori della legge la magistratura lo dovrà accertare”, dichiara ai giornalisti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca a margine della cerimonia.
“Un messaggio politico sui saluti romani? Mi sembra che si guardi sempre il dito di chi indica la luna. Questi ragazzi sono morti senza un perché e senza un responsabile. È la triste realtà e non casco in questa provocazione – aggiunge Rocca – Puntare il dito sulle poche decine, o poche centinaia, di persone che compiono questo gesto in un paese di 60 milioni di abitanti mi sembra pretestuoso. Parliamo invece del clima di odio in politica e c’era in quel periodo”.