Tra le nove persone raggiunte dalla misura della custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione sui finanziamenti ad Hamas c’è Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia e componente del board of directors della European Palestinians Conference, e ritenuto non solo membro di Hamas ma “vertice della cellula italiana dell’organizzazione” terrorista nella sua veste di legale rappresentante di A.B.S.P.P. dal 21 settembre 2001 fino al 20 marrzo 2018 e, negli anni successivi, di amministratore di fatto dell’associazione; di rappresentante legale di A.B.S.P.P. O.D.V. fin dalla costituzione, nel 2003; di amministratore di fatto dell’Associazione Benefica La Cupola d’Oro, nonché dell’Associazione Benefica La Palma, costituite secondo gli organizzatori per “proseguire l’attività di finanziamento nonostante i provvedimenti adottati dal circuito finanziario per impedire agli indagati il finanziamento di attività terroristiche”.
Sarebbe “componente di vertice” di Hamas
Hannoun viene definito un “componente di vertice” di Hamas ed è accusato di aver versato oltre il 71% dei fondi raccolti per la popolazione palestinese direttamente all’associazione terroristica o ad altre collegate. Dall’8 ottobre 2001 a oggi, e soprattutto a seguito dell’attacco del 7 ottobre, l’architetto e presidente di Api secondo gli investigatori avrebbe versato, direttamente o indirettamente, oltre 7 milioni di euro, (7.288.248,15 per la precisione), soldi che sarebbero stati raccolti “sottraendo tali fondi alle finalità dichiarate e alle reali necessità della popolazione civile di Gaza”.
Chi è Mohammad Hannoun
Da 40 anni in Italia, nato in Giordania 63 anni fa, di professione architetto, Hannoun risiede a Genova ma è spesso a Milano. Fondatore nel 1994 della Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese” (Abspp), a ottobre di quest’anno ha ricevuto il foglio di via dal capoluogo lombardo di un anno per le dichiarazioni rilasciate durante il corteo pro Pal del 18 ottobre scorso ed era “attentamente monitorato dalle Autorità competenti”, come aveva chiarito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un Question Time al Senato. “Tutte le rivoluzioni del mondo hanno le loro leggi. Chi uccide va ucciso, i collaborazionisti vanno uccisi. Oggi l’Occidente piange questi criminali, dicono che i palestinesi hanno ucciso poveri ragazzi. Ma chi lo dice che sono poveri ragazzi?”, disse Hannoun in quella occasione in merito alle esecuzioni messe in atto da Hamas contro i civili a Gaza dopo il cessate il fuoco. Nel novembre 2024 gli era già stato notificato un foglio di via da Milano “per istigazione all’odio e alla violenza” dopo aver espresso vicinanza ai “giovani di Amsterdam” in seguito alle aggressioni ai danni di tifosi israeliani del Maccabi Tel Aviv. Pur avendo dichiarato di non appartenere ad Hamas, nel 2023 la sua associazione è stata inserita nella black list dei finanziatori del terrorismo dal dipartimento del Tesoro Usa.

