Askatasuna, sgomberato il centro sociale di Torino. Idranti su attivisti. Poi la manifestazione e le cariche degli agenti

Askatasuna, sgomberato il centro sociale di Torino. Idranti su attivisti. Poi la manifestazione e le cariche degli agenti
Scontri tra manifestanti e polizia dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, in corso Regina Margherita, Torino, 18 dicembre 2025 (Foto Matteo Secci/LaPresse)

Piantedosi: “Dallo Stato un segnale chiaro, non c’è spazio per la violenza”

Perquisizioni all’alba al centro sociale Askatasuna di Torino in corso Regina Margherita. Lo annunciano sui social gli attivisti, che scrivono di un “ingente dispiegamento di mezzi di polizia, camionette e idranti sotto l’Aska e a bloccare le vie limitrofe” e aggiungono: “Ancora non è chiara l’entità dell’operazione, chi può ci raggiunga”. L’operazione della Digos arriva a poco meno di un mese dall’assalto di un gruppo di attivisti Pro Pal alla sede della Stampa e, secondo quanto si apprende, sarebbe collegata proprio all’inchiesta sugli assalti alle Ogr, a Leonardo e al quotidiano, avvenuti durante manifestazioni nei mesi scorsi.

Askatasuna, sgomberato il centro sociale di Torino. Idranti su attivisti. Poi la manifestazione e le cariche degli agenti
Polizia al centro sociale Askatasuna di Torino il 18 dicembre 2025

Cariche e idranti a manifestazione contro sgombero Askatasuna

 Momento di tensione nel corso della manifestazione organizzata dalle 18 in corso Regina Margherita a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I manifestanti, partiti verso il centro città dopo un presidio statico che ha visto diversi attivisti intervenire ai megafoni, sono venuti a contatto con la polizia in assetto anti sommossa che ha messo in atto una azione di alleggerimento e azionato gli idranti.

Manifestazione in corso Regino Margherita: polizia in assetto anti-sommossa

Dopo le tensioni al presidio del pomeriggio dopo le 18 è andata in scena una manifestazione con un presidio in corso Regina Margherita. “Quella di oggi è stata una operazione voluta dal governo Meloni e dal ministro Piantedosi, è una volontà chiara di un governo fascista di reprimere le manifestazione in solidarietà con la popolazione palestinese”, hanno detto dai megafoni gli antagonisti che hanno definito lo sgombero “un messaggio chiaro” indicando il centro sociale come “capro espiatorio”. La polizia è in assetto anti sommossa davanti alla sede del centro sociale. 

Perquisizioni nello stabile e in casa di 8 attivisti, sequestrati pc e fumogeni

Sono otto gli attivisti dell’area antagonista torinese oggetto di perquisizione locale e personale effettuata questa mattina dalla Polizia della Questura che ha ispezionato anche il centro sociale Askatasuna a Torino. Durante le perquisizioni, finalizzate ad acquisire elementi utili ad accertare i reati ipotizzati (violenza privata, lesioni personali aggravate, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale aggravata, blocco stradale in concorso), sono stati sequestrati dispositivi elettronici, capi d’abbigliamento utilizzati durante le azioni violente e fumogeni. Verrà quindi analizzato il materiale audio-visivo acquisito per individuare ulteriori responsabili e definire il quadro delle responsabilità personali.L’operazione di oggi rientra nelle attività già avviate dalla Digos dopo le violente contestazioni avvenute a Torino negli ultimi mesi, ovvero le occupazioni dei binari delle Stazioni di Porta Nuova e Porta Susa, avvenute lo scorso 22 e 24 settembre, l’attacco alla Leonardo SpA del 3 ottobre, le intrusioni alle Officine Grandi Riparazioni del 2 ottobre, alla sede della Città Metropolitana dello scorso 14 novembre ed alla sede del Quotidiano La Stampa del 28 novembre

Accertamenti anche in casa di alcuni militanti

La questura torinese, con il supporto dei reparti mobili di polizia e carabinieri, sta effettuando perquisizioni all’interno dello stabile, occupato dal 1996, in cui si trova il centro sociale. Accertamenti analoghi sarebbero in corso anche nelle abitazioni di alcuni militanti e in ambienti riconducibili a collettivi studenteschi. Gli attivisti sui loro canali social hanno scritto inoltre che la polizia starebbe allontanando le persone solidali.

In corso lo sgombero dello stabile

Dopo le perquisizioni, le forze dell’ordine hanno iniziato ad attuare lo sgombero dello stabile. “Hanno appena chiuso l’acqua e stanno murando dall’interno“, hanno fatto sapere gli attivisti. “Quanto sta accadendo in queste ore ad Askatasuna a Torino non è una semplice perquisizione: lo Stato ha deciso di passare all’azione in modo deciso e concreto”, ha affermato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, con una nota. “A seguito dell’indegno assalto alla redazione de La Stampa e delle gravi violenze che hanno caratterizzato alcune delle manifestazioni degli ultimi mesi ieri sono stati inviati in rinforzo a Torino oltre 300 poliziotti dei reparti mobili per sostenere l’azione delle forze dell’ordine sul posto. Non si tratta solo di una perquisizione dei locali e delle abitazioni: le autorità competenti sono pronte ad attuare lo sgombero dello stabile occupato, se necessario, per ristabilire legalità e ordine in una situazione che ha superato ogni limite tollerabile”.

Presidio degli attivisti, idranti sui manifestanti

Davanti al centro sociale, durante lo sgombero, si è sviluppato un presidio degli attivisti: le forze dell’ordine hanno usato idranti contro i manifestanti nel primo pomeriggio per farli disperdere.

Piantedosi: “Segnale chiaro, nessuno spazio per la violenza”

“Sgomberato il centro sociale Askatasuna di Torino. Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese”, ha commentato sui social il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Lo Russo: “Violate condizioni, stop patto collaborazione con Askatasuna”

L’autorità di pubblica sicurezza sta svolgendo questa mattina attività presso l’immobile di corso Regina Margherita 47. In questo contesto la Prefettura di Torino ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all’interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47. Tale situazione configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti“. Queste le dichiarazioni del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, in merito alle perquisizioni nel centro sociale Askatasuna. Il patto, siglato in primavera, prevedeva la trasformazione dello stabile di Corso Regina Margherita in un “bene comune” con gestione condivisa e attività sociali.

Avs: “Passo verso criminalizzazione lotte sociali”

Lo sgombero di Askatasuna è esattamente il contrario della sicurezza: è un ulteriore passo verso la criminalizzazione delle lotte sociali ed è il tentativo di cancellare spazi di partecipazione e solidarietà. Tutto questo, fatto dal Ministero degli Interni anche contro la Città, che aveva finora risposto alle continue richieste di sgombero con un patto che riconosceva Aska come bene comune: patto che la Prefettura ha in sostanza fatto saltare. Non è con la forza che si risponde al bisogno di socialità, cultura e mutualismo che questi luoghi hanno rappresentato per anni”. Lo dichiarano Marco Grimaldi, vice capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Alice Ravinale capogruppo Avs in consiglio regionale del Piemonte, Sara Diena e Emanuele Busconi consiglieri comunali di Torino, sinistra ecologista. Le due capigruppo da questa mattina sono davanti a corso Regina 47.

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