Faro dei magistrati sul caos infermieri all’ospedale San Raffaele di Milano. La Procura del capoluogo lombardo ha aperto un’inchiesta sui fatti avvenuti nel padiglione Iceberg del celebre polo ospedaliero del Gruppo San Donato tra il 5 e il 7 dicembre scorso quando la situazione è precipitata mandando in tilt un intero piano del reparto che ospita la Medicina ad alta intensità, la Medicina di cure intensive e l’Admission room costringendo i vertici ospedalieri a bloccare gli ingressi di nuovi pazienti e predisporre un’unità di crisi.
La denuncia dei sindacati
Il fascicolo è stato aperto a titolo esplorativo a modello 45, cioè senza per il momento indagati né ipotesi di reato. La procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, a capo del sesto dipartimento Tutela della salute, ambiente e lavoro, ha ricevuto le prime due informative dei carabinieri del Nas, giunti mercoledì scorso per verifiche nel reparto, e della squadra mobile di Milano coinvolta dal Commissariato di Lambrate dopo che alcuni sindacalisti si sono presentati dalla polizia e hanno inviato un esposto via pec che, per ora, non è stato trasmesso in Procura. Nei primi giorni sono già intervenuti Agenzia Tutela Salute Milano che ha aperto una propria indagine interna e l’Ispettorato del Lavoro. L’indagine è stata assegnata al sostituto procuratore Paolo Filippini che nel pomeriggio di venerdì ha ricevuto gli incartamenti.
Diversi i profili che la Procura sarà chiamata a vagliare prima ancora di decidere se sussista un’ipotesi di reato. Le indagini dovranno vagliare la legittimità di eventuali gare o affidamenti diretti di un intero reparto alla cooperativa esterna Auxilium Care che, come denunciato anche dalle sigle sindacali, avrebbe mostrato errori di comunicazione, logistici, nella gestione dei turni e di formazione del personale sanitario-infermieristico, con scarsa conoscenza della lingua italiana, delle procedure cliniche, dei dosaggi dei farmaci. Da valutare se sia trattato di un errore, temporaneo, o di una precisa scelta del management dell’IRCCS di via Olgettina.
La carenza di organico tra gli infermieri
Da quanto appreso il San Raffaele si sarebbe trovato ad affrontare nelle scorse settimane un improvviso vuoto di organico con dimissioni in massa. Secondo altre fonti la situazione sarebbe per la verità cronica e la carenza di personale progressiva a causa dell’applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro della Sanità privata che non viene rinnovato dal 2018 mentre nel pubblico sono stati eseguiti due rinnovi nello stesso periodo. Molti infermieri, anche a causa dei turni gravosi, hanno effettuato il passaggio. I pm Filippini-Siciliano (quest’ultima sarà in pensione dalla prossima settimana e il suo posto di aggiunto sarà ricoperto da Paolo Ielo, appena arrivato da Roma) potrebbero valutare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. Preliminarmente bisogna capire la ‘veste’ giuridica di un ospedale privato che offre prestazioni del Servizio sanitario nazionale grazie alle convenzioni con Regione Lombardia. Il San Raffaele può gestire gli appalti come qualsiasi società privata ma essendo accreditato con il Ssn è obbligato a garantire il livello delle prestazioni sanitarie. Difficile l’ipotesi che gli inquirenti possano contestare il reato di lesioni sui pazienti a cui sono stati somministrati quantitativi sbagliati, anche dieci volte tanto, di farmaci. Il reato è procedibile solo a querela e in presenza di referti medici che attestino le conseguenze.

