Nell’ambito delle indagini sul delitto di Garlasco, nel quale fu uccisa Chiara Poggi il 13 agosto del 2007, l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti “sta valutando” se presentare esposti e denunce contro i pm di Pavia che indagano Andrea Sempio come possibile autore del delitto di Garlasco perché stanno offrendo una “rappresentazione falsa” di quanto ha stabilito la “Cassazione” nella sentenza di condanna definitiva contro Alberto Stasi. Lo ha detto l’avvocato dell’ex magistrato in pensione, Domenico Aiello, in una conferenza stampa convocata oggi nel suo studio legale a Milano. Il tema è quello già sollevato da Aiello in almeno due comunicati nelle scorse settimane e riguarda la possibilità di formulare il capo d’imputazione su Sempio “in concorso” con lo stesso Stasi o con soggetti ignoti di fronte a una sentenza passata in giudicato e già due volte oggetto di tentativi di revisione (bocciati) che parla di “un solo assassino” e di un “solo autore del reato sulla scena del crimine”.
“È un falso idelogico”
Aiello ha bollato questa impostazione da parte dei pm pavesi come “falso ideologico“, cioè un reato, e ha affermato che il suo “assistito sta decidendo cosa fare al riguardo”. Affermazioni che negli ultimi giorni hanno suscitato la reazione mediatica delle difesa Stasi, con l’avvocato Antonio De Rensis che si è chiesto allora come sia stato possibile per lo stesso Venditti indagare su Sempio nel 2016-2017 prima di chiederne l’archiviazione. “La differenza tra quanto è stato fatto da Venditti quando ha iscritto Sempio sul registro degli indagati e quanto è stato fatto mesi fa a Pavia – ha spiegato Aiello – è che a Venditti arrivò un trasferimento atti dalla Procura generale di Milano, dal Procuratore Roberto Alfonso e la sostituta pg Laura Barbaini, che davano conto d un’istanza di revisione” mentre “nel nostro caso non è così”. Per la precisione anche nel 2016-17 non ci una vera e propria istanza di revisione, nonostante la difesa di Alberto Stasi avesse depositato in Procura generale e in Questura a Milano un’indagine difensiva, una consulenza genetica e un esposto che indicavano Sempio come possibile colpevole alternativo del delitto di Garlasco. La Procura generale di Milano non avanzò infatti un’autonoma istanza di revisione a Brescia limitandosi a trasmettere le carte e nemmeno i legali di Stasi lo fecero. La Corte d’appello di Brescia ‘archiviò’ il caso il 24 gennaio 2017 con un’ordinanza di 10 pagine di “non luogo a provvedere in ordine alla revisione della sentenza irrevocabile di condanna” nei “confronti di Stasi”.
“Il pm di Brescia ha falsificato le carte”
“La Procura di Brescia, pur di perseguire l’obiettivo di sottopormi ad una perquisizione infamante e ad un sequestro punitivo ed espormi in questo modo al pubblico ludibrio dopo oltre 40 anni di carriera specchiata, non ha esitato a falsificare le carte“. Così l’ex procuratore aggiunti di Pavia, Mario Venditti, in una dichiarazione rilasciata oggi dopo il secondo dissequestro di pc e telefoni stabilito dal Tribunale del riesame di Brescia nelle inchieste che lo vedono indagato di corruzione in atti e giudiziari e peculato. Secondo Venditti nel decreto di sequestro del 8 ottobre 2025, eseguito il giorno successivo, c’è scritto che “avrei sostanzialmente acquistato autovetture a titolo gratuito” o “a prezzi inferiori a quelli di mercato” dalla società CR Service che forniva alla Procura di Pavia auto a noleggio per indagini e appostamenti. Un’affermazione che sarebbe smentita da quanto relazionato dalla “guardia di finanza” in un’informativa già a “luglio 2025”. “Mi auguro che chi ha il potere di vigilare sul corretto esercizio della funzione requirente giunga al più presto alle dovute determinazioni arrestando questo linciaggio di piazza“, afferma il magistrato in pensione che aggiunge di dover ringraziare il proprio legale, Domenico Aiello. Commentando le perquisizioni e i sequestri subiti dal 26 settembre in poi Venditti afferma di provare “tanta rabbia in corpo”. “Il risultato ottenuto oggi, certamente positivo anche per il contesto – prosegue – non elimina il rammarico d il grave sconforto che deriva da quanto sto immotivatamente subendo”. “Questo nuovo annullamento – conclude il 72enne – è l’ulteriore dimostrazione della totale illegittimità ed arbitrarietà dei provvedimenti e delle accuse nei miei confronti”.
“Altri pm hanno cestinato Sempio”
Altri pubblici ministeri hanno “cestinato l’indagine su Andrea Sempio” ma “forse hanno rapporti diversi con l’attuale Procuratore di Pavia rispetto a Venditti”, ha detto ancora Aiello in conferenza stampa, domandandosi come mai sia indagato solo il proprio assistito nonostante negli anni numerosi magistrati abbiano ritenuto infondata l’ipotesi che il 37enne di Voghera abbia ucciso Chiara Poggi. Tra gli esempi portati da Aiello fra i giudici ci sono Fabio Lambertucci, il gip che nel 2017 archiviò Sempio su richiesta di Venditti, la pm Giulia Pezzino e il Procuratore di Pavia Giorgio Reposo ma anche Pasquale Villani, il gip che nel luglio 2020 ha archiviato la seconda indagine formalmente contro ignoti ma che nei fatti riguardava Sempio.
Nobili, la denuncia di Bocellari e l’archiviazione del 2018
In particolare l’avvocato cita l’ex procuratore aggiunto di Milano, Alberto Nobili, storico pm e già capo dell’antiterrorismo meneghino, che nel 2018 archiviò un fascicolo nato dalla denuncia presentata ai carabinieri di Milano da parte dell’avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, parlando di presunti pedinamenti subiti da ignoti e messaggi ricevuti sui social dove si parlava fra le varie cose di “persone legate al satanismo“. Durante quell’inchiesta i militari del Nucleo investigativo mandarono a Nobili un’informativa il 19 luglio 2018 in cui si legge che “gli eventi denunciati dall’avvocato Bocellari, pur essendo realmente avvenuti, non trovano alcun collegamento tra loro e non si possono collocare in una vicenda delittuosa di cui è potuta esser vittima lo stesso legale” e che “per comprendere meglio i fatti ed il terreno sul quale si indagava, si è proceduto ad una rilettura dell’intero fascicolo concernente l’omicidio di Chiara Poggi, riscontrando degli elementi che potrebbero non metter fine alla vicenda giudiziaria”. Nobili scrisse che le “indagini” erano “state svolte, in modo articolato e complesso” e con uno “zelante lavoro” ma decise di archiviare il fascicolo. Negli ultimi mesi l’ex aggiunto di Milano ha parlato pubblicamente di quella vicenda ricordando di aver invitato i carabinieri a coinvolgere la Procura di Pavia, e quindi Venditti, per competenza territoriale rispetto a quegli “elementi che potrebbero non metter fine alla vicenda giudiziaria” Garlasco. Completamente opposto il ricordo dello stesso Venditti che invece sostiene di aver parlato con il collega milanese e che lo stesso gli avrebbe manifestato l’infondatezza di quelle ipotesi.

