L’ondata di caldo che ha messo in allarme l’Europa ha chiamato governi, amministrazioni regionali e comunali a correre ai ripari. Ordinanze, divieti di lavoro nelle ore più calde e chiusure anticipate dei luoghi turistici (in Francia la Torre Eiffel) sono le prime misure messe in atto per provare a gestire gli effetti di un clima impazzito.
In arrivo il protocollo del governo: le quattro aree di intervento
Sul problema si sta muovendo anche il governo italiano. Riorganizzazione di turni e orari di lavoro, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali per quel che riguarda la sospensione o la riduzione delle ore in servizio; abbigliamento, indumenti e dispositivi di protezione individuale da indossare; informazione e formazione e sorveglianza straordinaria. Sono le quattro aree su cui è previsto il confronto nella bozza dello “schema di protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di Lavoro” che sarà sul tavolo dell’incontro in programma domani al ministero del Lavoro con la titolare del Dicastero, Marina Calderone, e che LaPresse ha potuto visionare.
Coniugare attività produttive a condizioni di sicurezza dei lavoratori
“L’obiettivo prioritario è coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di Lavoro e delle modalità lavorative – si legge nel testo, ancora provvisorio – Particolare attenzione viene posta, ad esempio, agli strumenti dell’informazione, della formazione, della prevenzione, della corretta attuazione della sorveglianza sanitaria e della valutazione dei rischi, al fine di determinare misure adeguate di tutela, contribuendo a realizzare un contesto di Lavoro più sano e sicuro, migliorando il benessere dei lavoratori, promuovendo e sviluppando, attraverso il sistema proprio del modello prevenzionale e all’interno delle relazioni industriali, una attività specifica contrattuale mirata”. In relazione all’adozione degli accordi attuativi del Protocollo quadro “in sede di categoria, territorio o azienda, potranno essere previsti criteri di premialità per le imprese aderenti, riconosciuti dall’Inail in relazione agli strumenti di incentivazione in materia di salute e sicurezza sul Lavoro individuati dalla normativa di riferimento, senza che questo comporti incrementi della spesa pubblica”.

