Il Gip ha convalidato il fermo: la madre, rea confessa, resta in carcere. I funerali della bimba si terranno mercoledì prossimo

Più di 11 coltellate, di cui una fatale. É stata uccisa così la piccola Elena Del Pozzo, che nonostante i numerosi colpi inferti non sarebbe morta subito. Sono questi i primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo della bimba di 5 anni uccisa a Mascalucia. La ricostruzione del delitto, di cui la mamma 23enne Martina Patti, si è assunta ogni responsabilità, lascia ancora più sgomenti.

Nei prossimi giorni arriveranno sul tavolo del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, anche i risultati degli esami istolocici e tossicolocigi, disposti dalla procura. Esiti che saranno importanti per capire se nel sangue della piccola ci fossero tracce di tranquillanti o altri medicinali che potrebbero essere stati usati dalla madre per stordire la piccola, prima di ferirla a morte.

Intanto, però, dall’istituto di medicina legale di Catania arrivano le prime importanti indicazioni sull’accaduto. Elena è stata uccisa con un coltello da cucina che non è stato ancora trovato. Il fendente che poi è risultato letale le ha reciso i vasi dell’arteria succlavia, ma la morte non è stata immediata. L’agonia sarebbe terminata dopo più di un’ora dal pasto che Elena aveva consumato a scuola intorno alle 13.

Intanto resta in carcere la mamma, Martina Patti, che ieri davanti al gip di Catania Daniela Monaco Crea ha ammesso di aver ucciso la figlia e si è addossata ogni responsabilità. Lo ha deciso il gip che ha convalidato il fermo a carico della 23enne ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere.

Resta ancora da capire cosa abbia spinto la 23enne, assistita dall’avvocato Gabriele Celesti, ad uccidere. Il movente potrebbe essere la gelosia nei confronti dell’ex compagno Alessandro Del Pozzo, padre della bambina. Il 25enne si è trasferito in Germania e di recente ha una nuova compagna. Una relazione che, a quanto si apprende anche dai familiari, rendeva felice la bimba. Martina Patti potrebbe quindi essere stata colpita da una sorta di sindrome di Medea che si sarebbe aggiunta ad una situazione di difficoltà precedente.

Nonostante la 23enne abbia deciso di collaborare, nel corso dell’interrogatorio di garanzia non ha fatto luce su molti aspetti, che ora saranno proprio gli investigatori e gli inquirenti a dover cercare di chiarire. Martina Patti, infatti, non avrebbe dato versioni convincenti su diversi aspetti del delitto. Non è chiaro, ad esempio, se abbia davvero agito da sola e dove sia avvenuto l’omicidio.

I funerali della piccola Elena si terranno mercoledì prossimo alle 17 nella Cattedrale di Catania. La funzione sarà celebrata dall’arcivescovo, Monsignor Luigi Renna.

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