E' muro contro muro con gli studenti che proseguono rivolta

 È ancora muro contro muro fra gli studenti del Liceo di Scienze Umane e Musicale Satta di Nuoro e la preside Carla Rita Marchetti in quello che è ormai diventato noto a livello nazionale come lo sciopero del piercing (e delle unghie lunghe). Ma in ballo c’è molto di più: telefoni da consegnare all’ingresso, accesso ai bagni una volta al giorno e alle macchinette che distribuiscono snack e bevande uno per classe e a determinati orari, niente ricreazione. Nell’incontro fra preside e rappresentanti di istituto l’unica apertura è arrivata sulla ricreazione, con la proposta della preside di concedere 20 minuti in cortile, con distanziamento e seguendo i protocolli anti Covid. Su tutto il resto, la preside – che però assicura che i ragazzi possono andare in bagno ogni volta che ne hanno bisogno, naturalmente se autorizzati dai docenti – alza il muro dei regolamenti interni all’istituto e delle normative anti Covid.

 “Capisco che non è facile per i ragazzi dopo due anni di pandemia, ma devono avere pazienza per poter superare questo difficile momento”, dice la preside. Che su tutte le altre restrizioni rimanda a regolamenti, delibere e procedure, a collegio dei docenti e personale Ata e normative ministeriali in un burocratico comunicato pubblicato sul sito della scuola. Un linguaggio distante anni luce da quello degli studenti, che cercano un pezzo di normalità in una situazione che di normale, da quasi due anni, non ha proprio più niente.

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