Il premier alle celebrazioni per la Festa della Liberazione: "Non scegliere è immorale"

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, insieme al Ministro della Cultura Dario Franceschini e accompagnato dal Presidente Antonio Parisella è al museo storico della Liberazione.In particolare Draghi vedrà la sede del Servizio di sicurezza e della Polizia di sicurezza tedeschi; la cella dove furono tenuti prigionieri Giuliano Vassalli e il Tenente Arrigo Paladini e dove si trovano le testimonianze documentali dei prigionieri detenuti a via Tasso e uccisi alle Fosse Ardeatine e a Forte Bravetta e quelle del carcere di via Tasso. Al termine della visita il Presidente ascolterà la testimonianza di Modestino De Angelis, figlio di Gerardo De Angelis imprigionato a via Tasso e poi ucciso alle Fosse Ardeatine e, dopo un intervento, prima di lasciare il museo firmerà il libro d’Onore del museo.

“No a revisionismi, non perdere la memoria del 25 aprile” ha detto Draghi. Che poi ha anche parlato di prendere posizione: “Non scegliere è immorale”.

“La senatrice Liliana Segre ha voluto che la scritta Indifferenza fosse messa all’ingresso del memoriale di Milano per ricordarci che insieme ai partigiani e ai combattenti per la libertà vi furono molti che si voltarono dall’altra parte, in cui è più facile far finta di niente – ha specificato Draghi – Nell’onorare la memoria di chi lottò per la libertà dobbiamo anche ricordarci che non fummo tutti noi italiani brava gente, dobbiamo ricordare che non scegliere è immorale, significa far morire un’altra voltà chi mostrò coraggio davanti agli occupanti e sacrificò se stesso per consentirci di vivere in un paese democratico”. 

“Nei musei che riaprono mi auguro che con le necessarie precauzioni molti giovani abbiano l’opportunità di visitare queste stanze – ha detto Draghi – di conoscere le storie dei combattenti per la libertà che qui sono stati torturati e uccisi, di capire fino in fondo il senso del loro sacrificio di comprendere c he senza il loro coraggio non avremmo libertà e diritti di cui oggi godiamo”.

 

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