Milano, 20 ott. (LaPresse) – “Non ho più avuto riscontri alla mia proposta". Così Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova, su Lettera150, a proposito del piano in cui "proponeva di dotare l’Italia di una rete di laboratori fissi e mobili per incrementare a 400.000 la capacità di effettuare tamponi ed eliminare differenze regionali con l’obiettivo di consolidare i risultati del lockdown e mantenere i contagi a un livello basso che non interferisse con la qualità della vita e le attività produttive". Il documento, consegnato al governo il 20 agosto, prevedeva tracciamento automatico di tutti gli appartenenti agli ambienti di vita dei positivi e tamponi diffusi, fino a 400mila al giorno se necessario. "Il mio piano inascoltato per contenere il contagio", si legge in un intervento di Crisanti su Lettera150.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata