di Alessandra Lemme
Roma, 21 ago. (LaPresse) – Pare che in pochi sapessero del funerale di Vittorio Casamonica; nessuno dei cavalli, dell’elicottero e del corteo di 250 auto. E, comunque, nessuno era tenuto a intervenire, almeno preventivamente.
Lo dicono, il giorno dopo le esequie del boss, polizia, vigili e Campidoglio. L’unico provvedimento arriva dall’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, che ha sospeso il pilota dell’elicottero che ha lasciato cadere una pioggia di petali rossi sulla processione.
La questura, fanno sapere da via di San Vitale, non si occupa di cortei funebri per i quali non serve alcuna autorizzazione.
I vigili ammettono, in una nota del comandante Raffaele Clemente, di avere saputo del funerale solo quando “ieri mattina, alle 10, il gruppo Tuscolano ha ricevuto la comunicazione di un grande ingorgo sulla via Tuscolana, fuori dal raccordo anulare, ma in direzione centro città”.
“Gli agenti intervenuti hanno scoperto, in quel momento – prosegue Clemente – che l’intralcio era dovuto alla presenza di un corteo funebre costituito da un carro con cavalli, nove furgoni con corone di fiori e almeno 250 auto, tutte al seguito del carro”.
La processione, partita in zona Romanina, è arrivata alla parrocchia Don Bosco tappezzata per l’occasione con poster che inneggiavano al defunto “re di Roma”. A seguire il corteo anche una banda, per la colonna sonora sulle note de ‘Il Padrino’ all’ingresso e di ‘Odissea nello spazio’ all’uscita, e, dall’alto, l’elicottero.
Stando alle dichiarazioni, ufficiali e ufficiose, che arrivano da amministrazione e forze dell’ordine nessuno era tenuto ad autorizzare, o impedire, la cerimonia in onore del boss.
L’unico permesso necessario – e assente – era quello dell’elicotterista, la cui licenza è stata appunto sospesa oggi, in via cautelativa.
Partito da Terzigno, in provincia di Napoli, su un monomotore R22, il pilota, di cui s’ignora l’identità, ha raggiunto a Roma ed “ha effettuato una deviazione a quota inferiore alla minima – sottolinea l’Enac in una nota – che, sulla città, non può essere meno di 1000 piedi, ovvero circa 330 metri”.
“Il sorvolo della città di Roma è comunque vietato agli elicotteri monomotore – aggiunge l’Enac – e il lancio di materiale da bordo è proibito a meno di specifica autorizzazione che l’esercente non aveva”.
Le polemiche seguite alle immagini del funerale, che hanno fatto il giro del mondo, hanno scatenato richieste di chiarimenti, a partire da quella arrivata dal Viminale al prefetto.
Ma l’impressione, il giorno dopo, è di uno scarica barile generalizzato: le forze dell’ordine erano a conoscenza della cerimonia ma probabilmente nessuno immaginava che i figli e gli amici del boss di Roma Est avrebbero fatto, a tal punto, le cose in grande.
“E’ accaduta una cosa grave. Stigmatizzabile – sottolinea il prefetto Franco Gabrielli, intervistato da Famiglia Cristiana – Non doveva accadere. E invece è accaduta”.
Una schiaffo alla città per il quale si cercano responsabili senza trovarli: l’autorizzazione non era necessaria e il capo clan ha potuto avere il suo show da “re di Roma” e mostrarsi al mondo.
E lo ha fatto, ironia della sorte, una settimana prima della decisione del Governo sull’eventuale scioglimento per mafia dell’Amministrazione capitolina.

