Prima di una decisione in tal senso, però, bisognerà attendere il parere scientifico di Ema e Aifa in merito alla effettiva durata della protezione data dal richiamo e l'eventuale insorgenza di una nuova variante

La curva dei contagi sembra iniziare a flettersi. Nelle ultime 24 ore, infatti, le nuove diagnosi di Covid sono state 167.206, il -13,1% rispetto allo stesso giorno di una settimana fa. I decessi 426, meno rispetto ai 468 di ieri, ma comunque in crescita del 9,9% rispetto alla settimana del 13-19 gennaio. Processati 1.097.287 tamponi, con un tasso di positività che risale al 15,2% (+1,9%). Sempre nelle ultime 24 ore, si è registrato un calo dei ricoveri nei reparti ordinari che arrivano a 20.001 (-36) e nelle terapie intensive (-26, ora 1.665).

Sebbene ci sia qualche segnale di miglioramento è comunque presto per cantare vittoria. Stando al report pubblicato dall’Oms, infatti, l’Italia è al secondo posto in Europa per numero di nuovi casi e di morti settimanali. Dal 17 al 23 gennaio, nel nostro Paese sono stati registrati 1.231.741 nuovi contagi, dato simile a quello della settimana precedente. Allo stesso tempo, però, i decessi sono stati 2.440 (+24%). In Europa, soltanto la Francia ha registrato numeri peggiori, con 2.443.821 nuove diagnosi nell’ultima settimana (+21%). Sul fronte decessi, invece, siamo dietro solo alla Russia (4.792, -7%). A livello mondiale l’Italia è al terzo posto per nuovi contagi dopo gli Stati Uniti (4.215.852, -24%) e la Francia. Al quarto, invece, per numero di nuovi decessi dopo Usa, Francia e India.

Dai dati pubblicati dalla Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, nel suo report sugli ospedali sentinella, emerge un dato interessante: diminuiscono del 2,5% i pazienti ‘per Covid’, ovvero coloro che hanno sviluppato la malattia da Covid e presentano sintomi respiratori e polmonari, mentre aumentano del 6,7% i pazienti ‘con Covid’, cioè positivi al virus ma in ospedale per la cura di altre patologie.La pressione sugli ospedali resta comunque forte. Come denuncia l’Agenas questa settimana, la percentuale di occupazione delle terapie intensive è salita al 18% (+1%). In particolare sono 6 le Regioni che hanno visto aumentare gli ingressi in questi reparti: Friuli Venezia Giulia (24%), Marche(23%), Lazio (22%), Abruzzo (21%), Calabria (17%), Campania (13%). Diminuiscono quelli nella PA di Trento, ora al 26% (con un calo del -1%), Piemonte al 23% (-1%), Umbria all’8% (-1%) e Valle d’Aosta al 19% (-2%).

E sempre le Regioni continuano a chiedere una semplificazione delle regole, tra cui l’abolizione del sistema delle zone a colori. Una soluzione che trova d’accordo il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che assicura: “Credo che andremo verso questa direzione”, ma mantenendo “la zona rossa come zona di controllo e di monitoraggio, togliendo ogni restrizione ai vaccinati” come segnale “di fiducia” a loro “e a tutte le attività economiche”.

Tra le ipotesi sul tavolo del Governo c’è anche la proroga della durata del Green pass per chi ha fatto la terza dose di vaccino anti-Covid. Prima di una decisione in tal senso, però, bisognerà attendere il parere scientifico di Ema e Aifa in merito alla effettiva durata della protezione data dal richiamo e l’eventuale insorgenza di una nuova variante. Non sarebbe invece in discussione l’ipotesi di una eliminazione totale della scadenza. Una eventualità,quest’ultima, “che non ha basi scientifiche e contrasta i princìpi del diritto”, commenta il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.

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