Il capo staff di Angela Merkel: "Lo Stato ha la responsabilità di proteggere la salute dei suoi cittadini"

Se i contagi da Covid-19 nei prossimi mesi continueranno a salire, in Germania i vaccinati rischieranno restrizioni, per esempio per l’ingresso in ristoranti, cinema e stadi. L’avvertimento del capo staff di Angela Merkel, Helge Braun, affidato a un’intervista alla Bild am Sonntag, infiamma il dibattito politico tedesco. La cancelliera, qualche settimana, fa aveva detto ‘No’ agli obblighi vaccinali, ma lasciando la porta aperta per il futuro quando le era stato chiesto di pronunciarsi all’indomani dell’annuncio di Emmanuel Macron dell’introduzione del pass sanitario per i ristoranti e dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Intanto proprio Macron, dalla Polinesia dove si trova in visita, ha lanciato ai francesi un appello all’unità nazionale contro il virus e a vaccinarsi, il giorno dopo le proteste contro il pass sanitario: “La libertà in cui io non devo niente a nessuno non esiste”, ha detto.

Gli sforzi vaccinali della Germania hanno rallentato nelle ultime settimane e questo ha portato a discussioni su come incoraggiare chi non si è ancora vaccinato a farlo. Oltre il 60% della popolazione tedesca ha ricevuto almeno una dose, mentre oltre il 49% è totalmente vaccinato. Con la diffusione della variante Delta, altamente trasmissibile, i politici dibattono della possibilità di richiedere la vaccinazione per specifiche professioni, come quelle del settore medico. Vaccinarsi è importante per proteggere contro la forma grave della virus e “le persone vaccinate avranno sicuramente più libertà di quelle non vaccinate”, ha affermato Braun, sottolineando che le restrizioni sarebbero legali perché “lo Stato ha la responsabilità di proteggere la salute dei suoi cittadini”.

Un tema divisivo anche all’interno della Cdu di Merkel: polverone di reazioni, dunque. Il candidato per prendere il posto della cancelliera, Armin Laschet, ha dichiarato che al momento si oppone a qualsiasi forma di obbligo vaccinale, formale o informale. “Non credo nelle vaccinazioni obbligatorie e non credo che dovremmo mettere pressione indiretta sulle persone affinché si vaccinino”, ha detto in un’intervista con l’emittente Zdf. Ha ammesso che se i tassi di vaccinazione rimangono troppo bassi questo autunno, potrebbe essere possibile considerare altre opzioni: “Ma non ora”, ha chiosato.

Toni che si sentono simili un po’ in tutto lo spettro politico. Il governatore del Baden-Wurttemberg, Winfried Kretschmann, membro dei Verdi, ha sottolineato che la variante Delta e altre che potrebbero emergere potrebbero rendere i requisiti vaccinali più attrattivi in futuro. E Rolf Mutzenich, capo del gruppo parlamentare della Spd, di centrosinistra, ha dichiarato che i politici dovrebbero concentrarsi di più sull’ottenere le vaccinazioni volontarie da parte dei cittadini anziché penalizzare i non vaccinati.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata