“C’è sconcerto più che paura tra i volontari che già si sono sottoposti alla fase 2 del vaccino Reithera. Tutti hanno capito che lo stop dei finanziamento posto dalla Corte dei Conti non attiene alla bontà del vaccino stesso, che anzi nella fase 2 appena terminata sta dando buoni risultati, ma riguarda vizi di forma nelle procedure. Ad oggi la ricerca per dei volontari per la fase 3 (10 mila persone) sta dando ancora ottimi riscontri soprattutto nelle fasce più giovani, quelle escluse per ora dal piano vaccini”. Antonella Cingolani è medico infettivologo del Policlinico Gemelli. Uno dei centri abilitati alla sperimentazione del vaccino Reithera che ora, conclusa la fase due su 1000 volontari in tutta Italia, si appresta ad affrontare la fase tre non senza qualche incertezza. “Non conosciamo le motivazioni che hanno spinto la Corte dei Conti ad intervenire ma certo non riguarda le procedure di sperimentazione, anzi mi spingo a dire che il vaccino genetico, che agisce attraverso la proteina Sparkle, sarà il futuro”, aggiunge.
La sperimentazione del vaccino prosegue
“Ad oggi, nonostante la fase di stallo, le prenotazioni per la sperimentazione – spiega a LaPresse Silvia La Monica, coordinatrice dello studio su Reithera per il Policlinico Gemelli – proseguono con numeri importanti. C’è stata una piccola flessione ma non legata a paure sulla efficacia del vaccino. La fascia di età più consistente è quella dai trenta ai trentacinque anni probabilmente perché ancora esclusa dal piano vaccini”.
Si è aperto anche un dibattito sui criteri di scelta dei volontari, che ovviamente dovranno decidere se affidarsi a vaccini già sperimentati come Astrazeneca, Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson, o ‘rischiare’ con la sperimentazione su Reithera. “Con un piano di vaccinazione in corso sarà sicuramente più difficile effettuare una scelta – aggiunge Cingolani – probabilmente la ricerca per la fase tre si orienterà più in quelle zone dove c’è carenza di vaccini sul mercato”.

