La campagna frena in attesa delle consegne

Oltre 24 milioni di dosi somministrate e la campagna anti-Covid che supera le 500mila dosi giornaliere. Si punta a fare ancora di più, ma il nodo delle consegne torna a frenare le vaccinazioni.In Lombardia scarseggia soprattutto AstraZeneca, nel Lazio vengono allungati a cinque settimane i tempi per i richiami di Pfizer e, mentre si attende il prossimo carico in distribuzione, si pensa a come superare le 600mila dosi giornaliere.Il mancato rinnovo del contratto Ue con AstraZeneca non avrà conseguenze sulla somministrazione delle seconde dosi di Vaxzevria, perché riguarda le consegne del 2022. Ma la distribuzione di AstraZeneca procede a singhiozzo: inoltre mentre alcune Regioni ne hanno già terminato buona parte delle scorte, altre faticano a utilizzarlo da quando Aifa e ministero della Salute lo hanno ‘consigliato’ per gli over 60. Il problema principale continuano ad essere le forniture, ancora non stabili come dovrebbero: nel mese di maggio è in programma l’arrivo di complessive 17 milioni di dosi. L’indicazione del commissario Francesco Paolo Figliuolo è di utilizzare sempre il 90% delle fiale distribuite, che corrisponderebbe in maggio a 15,3 milioni di dosi. Le incognite sull’affidabilità di alcune case farmaceutiche però restano, e in ogni caso, per chiudere il mese con una media di mezzo milione di dosi al giorno, ne servirebbero 15,5 milioni.Per questo la campagna non può che andare avanti ancora con il freno tirato, nella speranza di poter correre in giugno, quando le dosi in consegna saliranno a oltre 25 milioni, ovvero potenzialmente oltre 830 mila al giorno.Su base nazionale viene somministrato oltre l’88% delle dosi distribuite, hub e punti vaccinali funzionano bene quasi ovunque e le Regioni chiedono più dosi, mentre si attendono le nuove consegne. Intanto l’agenzia italiana del farmaco pubblica il report sui vaccini, secondo il quale il 91% degli effetti indesiderati segnalati nei primi quattro mesi di campagna sono stati di lieve entità, con 27 eventi ‘gravi’ ogni 100 mila dosi. Mentre Pfizer fa sapere che, per le varianti, non sarà necessaria una modifica dell’attuale siero.

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