Le parole dottor Marco Iera dell'Istituto Clinico Brera

La pandemia da COVID-19 ha determinato, nell’ultimo anno, cambiamenti radicali soprattutto in ambito sanitario. Gli interventi chirurgici e le pratiche mediche, al momento, non possono prescindere dall’eseguire un attento screening volto a identificare pazienti a rischio per infezione da coronavirus. Nel dettaglio, l’anamnesi vaccinale ricopre un ruolo di fondamentale importanza soprattutto in caso d’interventi di chirurgia plastica estetica o medicina estetica. Lo spiega a LaPresse il dottor Marco Iera dell’Istituto Clinico Brera sulla base delle linee guida Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) pubblicate oggi.

Un lavoro pubblicato sul ‘British Journal of Surgery’ a febbraio 2021 (COVID Surg Collaborative, GlobalSurg Collaborative, ‘SARSCoV- vaccination modelling for safe surgery to save lives: data from an international prospective cohort study’) ha dimostrato l’efficacia della profilassi vaccinica contro SARS-CoV2 nei pazienti candidati a chirurgia elettiva, oncologica e non oncologica. Per questo, spiega Iera, il paziente deve fornire un’autocertificazione relativamente all’eventuale vaccinazione indicando il tipo di vaccino eseguito e la/e data/e della/e dose/i: gli autori dello studio hanno infatti sottolineato come la vaccinazione possa ridurre l’impatto dell’infezione da SARS- CoV2 contratta nel peri-operatorio dove si rileva, già normalmente, una maggiore fragilità del paziente conseguente all’intervento chirurgico, soprattutto se oncologico. Nessuna indicazione sul timing vaccinale rispetto alla chirurgia è, tuttavia, ad oggi riportata in letteratura.

Come illustra Iera, membro del Sicpre, è importante che il paziente che deve subire un intervento di chirurgia estetica eviti l’operazione tra la 1° e la 2° dose e attendere 14 giorni dalla 2° dose se sottoposto a vaccino Pfizer; attenda 14 giorni dalla 1° dose e 14 giorni dalla 2° dose se è stato vaccinato con Moderna e attendere 14 giorni dalla 1° dose e 14 giorni dalla 2° dose se ha avuto Astrazeneca . In ogni caso, il paziente dovrà essere informato sui rischi conseguenti a una dichiarazione falsa relativamente al suo stato vaccinale.

Per ciò che riguarda le reazioni avverse riscontrate invece in medicina estetica nei siti di iniezione di filler a base di acido ialuronico in seguito a vaccinazione SARS-CoV2, ne sono state documentate ad oggi solo tre e tutte legate al vaccino Moderna. “La sintomatologia reattiva è regredita senza esiti in tutti e tre i casi – continua Iera a LaPresse – mediante la terapia classica con antinfiammatori steroidi e antistaminici. Di conseguenza, confrontandosi anche su quanto raccomandato da American Society of Plastic Surgeons, ASPS, che non indica tempistica di attesa, ma unicamente informazione, attenzione e vigilanza, ritengo che le stesse premesse che valgono per la chirurgia estetica possano essere considerate adeguate anche per la medicina estetica”.

Per quanto riguarda lo screening preoperatorio in caso di chirurgia plastica estetica elettiva e terapie iniettive di filler in medicina estetica in pazienti non ancora vaccinati o guariti da infezione SARS CoV2, Iera spiega che in questo caso si applica la normativa ministeriale vigente (quindi tampone molecolare o antigenico ove previsto dalla struttura, isolamento fiduciario, triage ecc.) per le terapie chirurgiche e di triage e anamnesi vaccinale per quelle di medicina estetica.

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