Covid, boom decessi: 502 in 24 ore. Nuove raccomandazioni: Distanza 2 metri a tavola

Covid, boom decessi: 502 in 24 ore. Nuove raccomandazioni: Distanza 2 metri a tavola

Sono 20.396 i nuovi casi in 24 ore, su 369.375 test effettuati

Impennata dei decessi legati al coronavirus in Italia: sono 502 in 24 ore, che portano il nostro Paese a superare quota 103mila vittime da inizio pandemia. Era dalla fine di gennaio che non si registrava un numero di morti così alto. Continua a preoccupare anche il fronte ospedali, con i letti di terapia intensiva occupati che aumentano di 99 unità in 24 ore e con ben 319 nuovi ingressi: ora sono 3.256 i pazienti in rianimazione. Anche i ricoveri nei reparti ordinari sono in crescita, 760 in più di ieri: superati i 26mila letti occupati (26.098).

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sottolinea che “oggi c’è una situazione non semplice. I numeri li vediamo, a incidere è stata la variante inglese con una capacità di diffusione maggiore del 35-40% a livello europeo. Le prossime settimane non saranno semplici, ma abbiamo strumenti che finora non avevamo: non è vero che siamo come a marzo dell’anno scorso. La curva del contagio si appiattisce con i vaccini, dobbiamo fare i conti con le tremila persone in terapia intensiva. Ma la svolta è vicina per guardare alle prossime settimane con ragionata fiducia”.

In questo momento però la sanità italiana è fortemente sotto pressione: sale al 35% l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive, in aumento di un punto percentuale rispetto a ieri e del 4% rispetto alla scorsa settimana, stando al monitoraggio dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) aggiornato al 15 marzo. Sono 13 (2 in più rispetto al 9 marzo) le regioni che superano la soglia del 30%.

Sul fronte dei contagi, sono 20.396 i nuovi casi in 24 ore, su 369.375 test effettuati: il tasso di positività è al 5,5%, in discesa rispetto all’8,5% di ieri. Sono invece 14.116 i nuovi guariti, mentre gli attualmente positivi sono 5.758 più di ieri. “Le varianti, sia quella inglese che è ormai dominante, sia quella brasiliana, corrono molto, hanno una capacità di trasmissione del 35% in più rispetto ai ceppi precedenti”, spiega Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute. “Questo – aggiunge – ha portato a un aumento dei casi e dei focolai”.

Le varianti però non influiscono sul distanziamento fisico, secondo quanto rilevano in un documento congiunto Inail, Aifa, Iss e ministero della Salute: “Non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali. Si ritiene che un metro rimanga la distanza minima da adottare e che sarebbe opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la mascherina (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo)”. Ora si guarda con speranza alle chiusure in vista della Pasqua per riportare la curva sotto controllo. “Con una accelerazione delle immunizzazioni e con le chiusure, dopo Pasqua speriamo di poter cominciare a respirare”, conclude Rezza.

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