Coronavirus, stretta anche a Pasqua. Speranza: “Guardia alta, Rt vicino a 1”

Coronavirus, stretta anche a Pasqua. Speranza: “Guardia alta, Rt vicino a 1”

Il nuovo Dpcm in vigore dal 6 marzo al 6 aprile

All’ultimo miglio “non possiamo assolutamente abbassare la guardia”. Né cambiare registro. È categorico Roberto Speranza, nella sua informativa alle Camere: “Non ci sono le condizioni epidemiologiche per allentare le misure”. Il ministro della Salute avverte le tensioni sul prossimo Dpcm, “che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile”, Pasqua compresa quindi (anche se non è esclusa l’opzione decreto legge), e prova a disinnescare potenziali polemiche che “disorientano i cittadini, stanchi per la lunga crisi”, affidandosi ai dati. “L’Rt si avvia a superare la soglia di 1”, dice infatti in Parlamento. Una risposta, indiretta, a chi chiedeva nuove aperture, come Matteo Salvini, che aveva ipotizzato ristoranti attivi anche a cena, ricevendo l’appoggio del governatore dem, Stefano Bonaccini.

Le varianti fanno troppa paura per tirare il fiato. Quella inglese “condizionerà l’epidemia nel suo complesso”, al punto che l’ultimo studio dell’Iss “ha certificato la sua presenza nel 17,8% dei casi, dato in forte crescita a causa della forte capacità di diffusione”. Per fortuna, spiega Speranza, “non compromette l’efficacia dei vaccini”, ma ‘brasiliana’ e ‘sudafricana’ “sono più insidiose, perché potrebbero compromettere, seppur parzialmente” gli effetti dell’antidoto. Per questo “è fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza”, seguendo la traccia di altri Paesi europei e “favorire un nuovo confronto con un tavolo tecnico tra esperti dell’Istituto superiore di sanità, del ministero e delle Regioni per valutare il quadro in cui siamo”. A proposito, sul tema della comunicazione, il responsabile della Sanità ritiene l’idea di un portavoce “una proposta che può essere considerata positivamente”.

Linee guida che marcano una piccola discontinuità, ma non nella sostanza: si resta con il sistema dei colori per le Regioni, dunque con le chiusure. Anche se garantisce che “c’è tutto l’impegno di questo governo a promuovere congrui ristori alle attività economiche e imprenditoriali, che stanno pagando a caro prezzo le misure di contenimento”, sottolinea Speranza. Aggiungendo che a suo modo di vedere, il sistema deve valere “per le ordinanze nazionali firmate da me ogni settimana – che ora saranno il lunedì -, sia per quelle sub regionali”. Tutto ruota alla campagna vaccinale, però. Perché “l’Italia non si rassegna alla riduzione delle dosi vaccinali”, ma i ritardi ci sono e al di là delle “pressioni” esercitate assieme alle istituzioni europee sulle case farmaceutiche, servono “soluzioni necessarie per aumentare la produzione. Tutte le soluzioni possibili, nessuna esclusa”. Anche quella di attivare le aziende italiane, ma “non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale”, semmai “per essere un partner sempre più forte e autorevole del sistema produttivo europeo e mondiale”.

Il ministro della Salute, poi, strappa gli applausi di deputati e senatori quando lancia l’invettiva sui brevetti: “Davanti a un’emergenza sanitaria di queste dimensioni, non regge l’idea di una proprietà esclusiva. Il vaccino deve essere un diritto di tutti e non un privilegio di pochi”. Ma quello è più un desiderio: la realtà si ferma alle 9 di domattina, perché in agenda c’è la Cabina di regia tra Stato, Regioni, Comuni e Province, a cui parteciperà anche la neo ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. All’ordine del giorno le nuove misure anti-Covid, che saranno senza novità e strappi.

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