Il turismo è in ginocchio e la decisione del Governo di bloccare gli spostamenti tra le regioni, prorogando il divieto fino al 7 aprile, rischia di aggravare la situazione. Il calo del fatturato, secondo Federalberghi, raggiunge picchi dell’80% per le città d’arte, con un calo medio del 55%, mente la perdita dell’intero comparto turismo è, secondo Federturimo, di 75miliardi da inizio pandemia. A rischio le vacanze pasquali che, per il mondo del turismo e le strutture ricettive, avrebbe potuto rappresentare una boccata d’ossigeno.
Difficile che, nel clima di incertezza e in attesa di sapere se saranno vietati anche gli spostamenti all’interno delle regioni, possano arrivare prenotazioni in grado di risollevare la situazione. Federturismo lancia l’allarme: “Per il 2021, il rischio fallimento è dietro l’angolo“. “Alle perdite subite nel corso del 2020, pari a 70miliardi – dice a LaPresse Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo – si aggiungono 5miliardi, tra diretto e indotto, legati alla montagna e al mancato avvio della stagione invernale”. Il turismo contribuisce al Pil dell’Italia con 14 punti percentuali, “ma abbiamo 3/4 punti inespressi”. Gli imprenditori “stanno resistendo in maniera eroica – afferma – con la speranza di riaprire”.
Fino a questo momento “siamo riusciti a contenere ed evitare l’onda dei fallimenti, ma il rischio è dietro l’angolo in questo 2021. Il tema dei fallimenti è urgentissimo”. Barreca evidenzia che “le e rese del turismo hanno bisogno di ristori, al di là del codice Ateco”. L’auspicio di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, è che le strutture ricettive non “siano penalizzate dai ristori solo perché non sono state chiuse per legge”. “Le parole di Speranza ci hanno colto di sorpresa, avevamo capito che il blocco tra regioni sarebbe durato fino al 6 di marzo, arrivare al 7 aprile ci ha sconcertati – spiega Bocca a LaPresse -. Saltare anche le vacanze pasquali – afferma – diventa problematico perché arriviamo direttamente all’estate, i ponti, infatti, non sono favorevoli”. L’epidemia “finisce solo con i vaccini“. È in quel momento che “l’Italia tornerà a essere meta preferita degli italiani e degli stranieri sperando che il futuro arrivi presto”.

