Era stato trasferito all’ospedale di Chieti, da una struttura di riabilitazione neurologica dell’Umbria, il paziente di 67 anni, originario dell’India, prima vittima in Abruzzo della variante brasiliana del coronavirus, come accertato dalle analisi del laboratorio di genetica molecolare dell’Università Gabriele D’Annunzio Chieti-Pescara. L’uomo è deceduto, pochi giorni dopo il ricovero, per una grave forma di polmonite, ed era ricoverato nel reparto di medicina Covid dell’ospedale di Chieti.
Le analisi hanno confermato i sospetti che il paziente fosse infettato da una variante del Covid19. Nel laboratorio universitario si è provveduto a sequenziare il virus e a confrontare il risultato con il ceppo originario del Sars Cov 2 studiando poi le caratteristiche delle mutazioni individuate.
Le analisi hanno confermato i sospetti che il paziente fosse infettato da una variante del Covid19. Nel laboratorio universitario si è provveduto a sequenziare il virus e a confrontare il risultato con il ceppo originario del Sars Cov 2 studiando poi le caratteristiche delle mutazioni individuate.
Le due mutazioni E484k and N501y (in comune con la variante inglese), sono le più conosciute della variante Brasiliana, spiegano dal laboratorio teatino, e si possono associare ad una maggiore infettività. Confermata la superiore contagiosità delle varianti però lo studio va avanti per verificare se queste mutazioni siano davvero più aggressive.
