Il governatore Fontana: "E' una punizione che non meritiamo".

La Lombardia torna in zona rossa, scatenando le perplessità del governatore Attilio Fontana che non ci sta e che spera in un possibile dietrofront del ministro Roberto Speranza, ma intanto annuncia che farà ricorso. Vivaci anche le critiche del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che vuole “vederci chiaro” sulla diffusione della pandemia.

“Credo che la zona rossa sia una punizione che la Lombardia non si merita”, dice il governatore a chiare lettere a margine di un suo intervento a Concorezzo, in provincia di Monza Brianza. Sotto accusa i parametri che assegnano le fasce di rischio, con l’Rt “opinabile e comunque riferito a dati vecchi. C’è qualcosa che non funziona nei conti e nella determinazione dei parametri: secondo me bisogna rivederli”. Fontana ha provato a sondare anche il ministro Speranza, chiedendogli di rivedere la decisione, ma sarà difficile che il Cts torni sui suoi passi.

Nel pomeriggio, poi, Fontana rincara la dose. “Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa – dice – per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso”.

Molto critico anche Sala, che dalla sua pagina Facebook chiede chiarimenti sul reale andamento della pandemia. “Da domenica saremo in zona rossa – dice – . Ma qualcosa non torna. Prima Regione Lombardia decide di non riaprire le scuole fino al 24 gennaio (salvo essere smentita dal Tar). Poi Fontana dice per giorni ‘siamo vicini alla zona rossa’. Oggi strepitano. Dando per scontato che in Regione hanno i dati, perché non ci fanno capire come stanno realmente le cose?”.

Guardando al monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità, l’ipotesi di un dietrofront appare molto lontana. I dati Iss vedono la Lombardia (con Bolzano) in piena zona rossa a causa di un Rt sopra la soglia dell’1.25. “Non si tratta di una punizione, ma semplicemente di adeguare la decisione alla circolazione del virus. Non c’è dubbio che in questo momento in Lombardia, il virus circola di più”, ha chiarito Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute.

Intanto, a Palazzo Lombardia la neo assessora al Welfare Letizia Moratti ha iniziato a lavorare per conoscere la macchina. A una settimana dal suo insediamento ufficiale, la vicepresidente ha avuto i primi incontri interlocutori, a partire dai vertici della Sanità regionale, tutti confermati.

Moratti ha poi incontrato giovedì in videoconferenza i sindaci dei capoluoghi per una presentazione ‘ufficiale’ e per parlare di strategie soprattutto in vista della campagna vaccinale di massa che dovrebbe partire tra fine marzo e i primi di aprile. Questione di giorni e, assicurano fonti vicine alla vicepresidente, si avrà il tavolo di lavoro che dovrà occuparsi di una vaccinazione definitat “capillare sul territorio”, coinvolgendo tutte le strutture mediche, dagli ospedali agli ambulatori.

Per rimediare alla sua assenza all’audizione del direttore generale del welfare Marco Trivelli in commissione Sanità – avvenuta in contemporanea con la prima Giunta – Moratti incontrerà nel pomeriggio di venerdì tutti i capigruppo, compresi quelli di opposizione. Martedì 19 per lei ci sarà il primo Consiglio regionale.

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