Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute: "Sembra fase di transizione"

“Stiamo vivendo una situazione di una certa instabilità a livello nazionale, sembrerebbe quasi una fase di transizione. Dopo settimane di tendenza alla diminuzione nel numero di nuovi casi e dell’Rt, ora c’è una tendenza alla stabilizzazione”. Lo afferma il direttore generale della Prevenzione del Ministero, Gianni Rezza nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid-19 della Cabina di Regia.

Da due settimane c’è una tendenza al lieve aumento dell’Rt che ora è arrivato a 0.9. Il Veneto è sopra a 1, ha una incidenza di nuovi casi che sembra essere piuttosto elevata, e quindi una situazione tale da poter richiedere ulteriori misure di prevenzione e controllo” aggiunge, sottolineando che “bisogna continuare a tenere alta l’attenzione, le misure restrittive prese cercano di non aumentare ulteriormente l’Rt. Dobbiamo cercare di abbattere anche il tasso di incidenza”. “Purtroppo siamo al di sopra della soglia critica per quanto riguarda l’occupazione dei posti di terapia intensiva”, conclude. 

La riapertura delle scuole è sempre stata uno dei primi obiettivi che ci sei è dati. Si possono chiudere diverse attività, ma chiudere le scuole e la didattica in presenza vuol dire fare un danno al sistema educativo e alle nuove generazioni”. Lo afferma il direttore generale della Prevenzione del Ministero, Gianni Rezza, nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid-19 della Cabina di Regia. “Naturalmente c’è sempre stata molta cautela, tanto che per quanto riguarda soprattutto le superiori si è adottato alla dad. Uno dei motivi per cui sono state prese delle misure maggiormente restrittive in questo periodo è quello di abbassare l’incidenza per cercare di riprendere l’attività in presenza” aggiunge, spiegando che “è difficile dire quale sia il contributo della riapertura delle scuole sulla circolazione virale”. “E’ chiaro che quando si riaprono le scuole non si teme tanto la trasmissione all’interno, ma si teme il resto perché si rimette in moto tutta una serie di persone che non sono solo studenti e insegnanti. Quindi particolare cura va posta proprio sulle attività extra scolastiche e sul sistema dei trasporti. Bisogna poi sempre valutare a livello territoriale quella che è la situazione epidemiologica”, conclude Rezza. 

 “Tutelate le persone anziane, questo è l’appello che mi sento di fare ai cittadini”, ha quindi aggiunto il dirigente durante la conferenza stampa. “Stasera ci si incontrerà per la cena di Natale e domani magari si farà altrettanto: limitare il numero di persone è particolarmente importante. Sembrerebbe una cosa banale, ma più aumenta la dimensione delle aggregazioni maggiore è il rischio e il pericolo per gli altri”, aggiunge. 

A parlare è stato anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. “In tutti i paesi europei c’è una forte circolazione del virus, con zone dove circola più intensamente rispetto ad altre. In Italia c’è ancora una fase decrescente di nuovi casi, che però sta rallentando. L’unico contesto in cui la decrescita non si registra è il Veneto“,  ha dichiarato Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid-19 della Cabina di Regia. “Siamo a 157 casi per 100mila abitanti nell’ultima settimana, e l’obiettivo deve essere quello di avvicinarci il più possibile a 50 casi per 100mila abitanti” aggiunge, spiegando che l’Rt in quasi tutte le regioni è “inferiore a 1 tranne una. Si tratta di un indicatore importante anche se abbiamo una leggera tendenza alla risalita. Questa settimana l’Rt è a 0.90″

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