La campagna parte domenica all'ospedale romano dopo il via libera dell'Agenzia del farmaco

Il 27 dicembre anche in Italia sarà il V-Day, il primo giorno per la vaccinazione anti Covid con le prime somministrazioni del vaccino Pfizer-BioNTech. La data è europea, scelta significativa come simbolo di una battaglia dell’Europa Unita contro il virus.

Italiana è la scelta – comune a molte nazioni – di iniziare dal personale sanitario. I primi cinque connazionali a riceverlo saranno altrettanti dipendenti dello Spallanzani di Roma: una infermiera, un operatore socio sanitario (OSS), una ricercatrice e due medici, come precisato dalla direzione dell’ospedale capitolino.

Le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech sono attese il 26 dicembre, quando 9.750 fialette partiranno dal Belgio e giungeranno all’ospedale romano. Da qui, per consentire all’intero Paese di partecipare al Vaccine day europeo, l’esercito le preleverà per distribuirle in tutte le altre Regioni. Tra i primi a riceverlo ci sarà infatti anche Raffaele Bruno, infettivologo e direttore malattie infettive presso il San Matteo di Pavia.

Velocità massima dunque, ma anche assoluta sicurezza. L’approvazione alla commercializzazione in Italia del vaccino da parte di Aifa, arrivata martedì, è l’ultimo tassello ufficiale in quella che il presidente dell’Agenzia italiana per il farmaco Giorgio Palù definisce “una giornata eccezionale”.

L’approvazione italiana conferma i dati più delicati del vaccino che ha un’efficacia elevatissima (il 95% a fronte di una soglia richiesta del 50%) e non ha controindicazioni tanto da poter essere somministrato a tutti gli over 16 del nostro Paese.

“Gravidanza e allattamento non sono controindicazioni e anzi il vaccino può essere somministrato perché i benefici possono superare i rischi”, chiarisce il dg di Aifa Nicola Magrini in conferenza stampa. “Non saranno richieste alcune accortezze particolari per sotto popolazioni specifiche, né per gli anziani, né per immunodepressi”, aggiunge precisando che anche i pazienti Sla possono essere vaccinati.

“Si inizierà con un gruppo limitato domenica di operatori sanitari e poi tutti gli operatori sanitari saranno candidati, attorno al milione di persone nel primo mese a gennaio, e poi le rsa per un analogo potenziale volume di popolazione, e successivamente le aree di popolazione identificate come a rischio”, sottolinea ancora Magrini.

Il vaccino inoltre è sicuro anche su eventuali mutazioni del virus, come precisa Palù: “La piattaforma mRna del vaccino è facilmente modulabile e permette di essere modulata nel caso il virus dovesse mutare in maniera da superare le difese immunitarie”.

Al momento – precisano i vertici Aifa – la campagna per i prossimi due-tre mesi sarà gestita su chiamata (operatori sanitari e ospiti delle rsa con apposite liste delle Regioni), in attesa di dare il via ufficiale alla campagna di massa.

Nel frattempo, Aifa garantirà sorveglianza farmacologica su eventuali reazioni avverse, con un comitato scientifico apposito, oltre a studi su efficacia e durata della copertura vaccinale. Tutto è pronto, dunque, per quello che potrebbe essere l’inizio della fine dell’incubo Covid.

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