Nelle ultime 24 ore i contagi sono stati 17.992, a fronte di 179.800 tamponi mentre i decessi sono stati 674

“C’è una tendenza a un’inversione in atto, sia l’Rt che il numero di nuovi casi tende a non scendere più, mentre nelle scorse settimane abbiamo visto una tendenza che sembrava positiva”. A rendere esplicito quello che era ormai evidente da giorni dai dati sui contagi è Gianni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore i contagi sono stati 17.992, in lieve calo rispetto ai 18.236 del giorno prima, ma a fronte di 5mila tamponi in meno, 179.800 tamponi, e il tasso di positività si attesta al 10% (+0,2%). Pressoché stabili anche i decessi, 674, 9 in meno. Va un po’ meglio sul fronte delle ospedalizzazioni, con 25.769 ricoveri (-658) e 2.819 pazienti in terapia intensiva (-36). “Si è accumulato un carico di persone infette elevato”, rimarca Rezza, e infatti gli attualmente positivi sono ancora 627.798.

Resta il Veneto la regione con più nuovi casi di coronavirus, 4.211, seguita da Lombardia (2.744), Emilia-Romagna (1.745) e Lazio (1.428). E mentre la Provincia autonoma di Bolzano, Campania, Toscana e Val d’Aosta diventeranno zone gialle da domenica, in Lazio, Lombardia e Veneto l’Rt è superiore a 1. Dal monitoraggio settimanale della cabina di regia di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute emerge come dal 25 novembre all’8 dicembre l’indice Rt sia salito a livello nazionale da 0.82 a 0.86. “Sappiamo che l’Rt è il primo indicatore a crescere, al quale poi fanno seguito l’aumento dei casi, i ricoveri e i decessi. Quindi una crescita, anche minima, desta grave preoccupazione”, rimarca il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro.

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapie intensive e aree mediche supera ancora le soglie critiche e i casi su 100mila abitanti, seppure in decrescita, sono ancora lontani dai livelli che permetterebbero il completo ripristino dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei loro contatti. “L’incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree”, si legge nel monitoraggio.

“Quest’anno saranno un Natale e un Capodanno Covid e dobbiamo evitare che l’Rt continui a crescere velocemente. Abbiamo un numero di casi significativo che dobbiamo cercare di diminuire proprio in questo periodo. Dunque la raccomandazione è evitare spostamenti non necessari e aggregazioni e fare attenzione alle persone care e fragili. Voler bene a queste persone significa rispettare le regole”, l’appello di Brusaferro, “come ci comporteremo in questo weekend definirà in maniera significativa come usciremo il 6 gennaio, come ci comporteremo a Natale contribuirà a definire lo scenario nel quale ci troveremo una volta superate queste festività”. Mascherine, igiene e distanza ci accompagneranno anche per la prima parte del 2021, ammonisce il presidente dell’Iss, “è inevitabile che le misure vadano mantenute”.

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