E' quanto emerge da email visionate dall'Associated Press

L’autore del rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità sull’Italia, rimosso a maggio, mise in guardia l’agenzia che molte persone rischiavano di morire e del pericolo di “catastrofici” danni alla reputazione dell’organismo, cedendo a preoccupazioni politiche. È quanto emerge da email visionate da Associated Press, a proposito del rapporto su come il governo e il sistema sanitario italiani reagirono all’inizio della pandemia. L’agenzia lo rimosse un giorno dopo la sua pubblicazione online. Il funzionario che aveva coordinato il lavoro si rivolse direttamente al direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus, avvertendo che la scomparsa del dossier avrebbe minato la credibilità dell’Oms. Scrisse anche che i tentativi di censurare i contenuti avrebbero compromesso l’indipendenza dell’Oms e le sue relazioni con i Paesi finanziatori.

La gestione del rapporto potrebbe causare uno “scandalo di massicce proporzioni, in un delicato momento per l’agenzia per la salute dell’Onu”, scrisse Francesco Zambon, coordinatore dell’Oms per Italia e regione durante la pandemia. In una nota, l’Oms ha dichiarato che Zambon “aveva espresso la sua opinione a molte persone, gestita attraverso gli adeguati canali”. Il rapporto era stato redatto da Zambon e da una squadra di esperti e ricercatori dell’Oms, pubblicato il 13 maggio online dopo le necessarie approvazioni previste dal sistema Onu, secondo documenti interni visionati da AP. In seguito l’agenzia ha dichiarato di averlo rimosso per “inaccuratezze” non meglio precisate.

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