L'Istituto superiore di sanità: "Situazione resta grave"

Tamponi e casi in aumento e oltre 64mila morti in Italia dall’inizio della pandemia, mentre l’Istituto superiore di sanità avverte che la situazione rimane grave e non è il caso di rilassare le misure, anche in vista del Natale.

Sono 19.903 i nuovi contagi di coronavirus in Italia per un totale di 1.825.775 e 649 i decessi, saliti complessivamente a 64.036. Ma crescono nelle ultime 24 ore anche i tamponi: 196.439 quelli analizzati rispetto ai 190.416 di ieri. E il tasso di positività risale al 10,1% dal 9,8% in un giorno.

Il bollettino del ministero della Salute è ancora a luci e ombre perché, se il dato dei decessi resta ancora alto, aumentano ancora i guariti (24.728 in più) e i segni meno campeggiano fra i dati dei ricoverati. Sono, infatti, 66 in meno i pazienti in terapia intensiva affetti da Covid-19, per un totale di 3.199 posti occupati da Nord a Sud. Gli ingressi del giorno sono stati 195. In calo anche i malati nei reparti Covid di area non critica: 496 in meno nel giro di 24 ore, 28.066 nel complesso.

Resta il fatto che la guardia deve restare alta, perché i dati del monitoraggio della cabina di regia fanno riflettere. “Siamo ancora sopra la soglia critica per i ricoveri, il calo è molto lento. C’è sì un miglioramento che è però dovuto del tutto alle misure che sono state prese e che determinano comportamenti prudenti”, è la lettura di Gianni Rezza, direttore generale prevenzione del ministero della Salute.

E Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, non le manda a dire: “La situazione epidemiologica rimane grave”. L’obiettivo è evitare “rilassamenti delle misure che comportino la ricrescita dei nuovi casi”.

Lo sguardo viene rivolto alle festività natalizie. Brusaferro, a questo proposito, lancia un appello: “Durante le feste, dobbiamo fare tutti gli sforzi per fare in modo che quando si riprendano le attività a gennaio si abbiano un numero di nuovi casi significativamente più basso dell’attuale: ora è troppo alto”. Per il numero uno dell’Iss, tra l’altro, “l’elevata incidenza e il forte impatto sui servizi sanitari richiedono di essere molto cauti e di non ridurre misure attuali, comprese quelle sulla mobilità”.

Intanto, nonostante il boom di tamponi anche rapidi, resta ancora il Veneto la prima regione italiana per numero di contagi con 5.098. “Il lockdown sarebbe una tragedia. Come veneti abbiamo gli strumenti, cioè essere assolutamente ossessivi nel rispetto delle regole”, avverte il governatore Luca Zaia. Fra le altre regioni, seguono la Lombardia con 2.736 positivi e l’Emilia-Romagna con 1.807. Sopra quota mille ci sono anche Puglia (1.478) Piemonte (1.443), Campania (1.414), Lazio (1.194) e la Sicilia (1.016).

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