"La mia attività è crollata dall'inizio della pandemia"

"Sono una Partita Iva. Questo significa che in Italia non ho diritti. A maggiore ragione nell'emergenza Coronavirus. Mi occupo di consulenza aziendale e formazione. Non ho tirato giù la saracinesca come un bar o un ristorante, certo, ma la mia attività è crollata dall'inizio della pandemia. Ed è paralizzata. E quindi per me è come se avessi dovuto abbassarla la saracinesca. Con la seconda ondata è sempre peggio. Perché le aziende hanno paura e non investono più". E' la denuncia di Salvio Barretta, consulente aziendale e formatore di 55 anni, che vive ad Avellino.

Dall'inizio del Covid come è cambiata la sua situazione?

Oggi so solo che per me è guerra. Perché, da quel che mi ricordi, solo in guerra la gente era costretta a fare salti mortali per mettere il piatto in tavola o semplicemente per garantire una vita dignitosa ai propri cari.

Su cosa ha potuto contare lei in questa emergenza, cosa ha avuto dallo Stato e dalle istituzioni?

Ho potuto solo chiedere alla banca il prestito garantito dallo Stato. Per il resto, in nessun decreto per il Covid ci sono state misure in aiuto di quelli come me. Non esisto. Io non ho ferie, non ho malattie, non ho vantaggi, difficilmente posso avere mutui e siccome nell'arco della mia vita ho avuto modo di ereditare un immobile comprato con il sudore dei miei genitori e con il mio onesto lavoro ed i miei sacrifici ho acquistato una casetta al mare, di conseguenza non rientro in nessuna agevolazione o contributo a fondo perduto. Il mio ISEE non mi permette di chiedere fondi per il pc dei miei figli o di accedere ad altre agevolazioni per la mia famiglia. Come se il possedere un immobile significhi avere una bacchetta magica che trasforma tuto in moneta contante. Ho tre figli, quindi abbiamo bisogno di almeno 4 computer, di cui uno serve ovviamente a me per il mio lavoro, ma per me non esistono bonus. Sono monoreddito e le tasse sul mio lavoro arrivano fino al 66%.

Il suo giro d'affari che riduzione ha subito negli ultimi mesi?

E' crollato, letteralmente. Quasi azzerato. La mia attività di consulente aziendale si è bloccata, per le difficoltà delle aziende. Vado in giro a cercare business, ma non si trova nulla. Ho solo spese. Sono specializzato nell'aumento del fatturato e nello sviluppo delle marginalità, attraverso una metodologia che lavora sui codici comunicativi. Ma le imprese non investono più nel miglioramento della qualità e in metodologie che permetterebbero un incremento del fatturato, anche se sarebbe necessario. C'è paura a 360 gradi e non si investe. Anche i miei collaboratori sono per strada.

Si temono in queste ore nuove misure, strette, lockdown dal governo …..

Sono convinto che non abbiamo una classe politica e parlo di tutto l'arco costituzionale, adeguata e competente. Ho creduto in un movimento, che pareva fosse la panacea alla situazione corrotta e al clientelismo della vecchia politica per poi accorgermi che almeno quelli di prima permettevano un movimento di denaro nel nostro paese. Quelli di oggi si spartiscono ricchezza e incarichi con i compagni di banco e con coloro che li appoggiano nelle tornate elettorali. Il vaso è colmo.

Quale è il suo appello al governo Movimento 5 Stelle-Pd che sta gestendo l'emergenza?

Siamo in tanti consulenti aziendali e formatori destinati alla rovina con la pandemia che non da' tregua. Ma non abbiamo un albo, un'associazione, una rappresentanza di categoria, che ci possa rappresentare nelle sedi politiche competenti. Non abbiamo voce quindi. E fare rete in questa situazione drammatica è ancora più difficile. E' scoppiata una guerra fra poveri. Il governo deve accorgersi e tenere conto anche di quelli che fanno la mia professione. Siamo fermi. Abbiamo bisogno di aiuto anche noi. Diversamente, per noi rimane solo l'estero. E quando chi porta beneficio alle aziende emigra abbiamo tolto un altro pezzo di contributo alla produttività dell'Italia.

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