In Italia, dall'inizio dell'epidemia di coronavirus, almeno 236.305 persone hanno contratto il coronavirus (+393 rispetto a ieri, visto il ricalcolo effettuato dalla Regione Campania; ieri era +379). Di queste, 34.223 sono decedute (+56, +0,2%; ieri i decessi erano stati 53) e 173.085 sono state dimesse (+1.747, +1%; ieri +1.399). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 28.997 (-1.640, -5,4%; ieri -1.073, il conto sale a 236.305 se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall'inizio dell'epidemia). I pazienti ricoverati con sintomi sono 3.893 (-238, -8,8%; ieri -189), di cui 227 in terapia intensiva (-9, -3,8%).
Dati incoraggianti anche secondo il ministero della Salute e l'Iss, che hanno diffuso i dati relativi al periodo 1-7 giugno. La criticità in Italia "resta bassa", ma l'epidemia di coronavirus non è conclusa, secondo il ministero e l'Iss.
Il "quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione", scrive il ministero, "rimane a bassa criticità", perché "si osserva una generale diminuzione del numero di casi e una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali", in primis gli ospedali e in particolare dei reparti di terapia intensiva.
Restano però "in alcune realtà regionali" numeri tali da non consentire un abbassamento della guardia "in alcune parti del Paese, la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante" e "in quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio". L'indice Rt, che misura il tasso di contagiosità, è vicino al livello di guardia (che è 1) in almeno tre Regioni: Lombardia, Lazio e Puglia (che però ha numeri di nuovi contagi molto bassi: solo 2, nel corso delle ultime 24 ore, e 1 solo nelle 24 ore precedenti). In altre parole "l'epidemia in Italia di Covid-19 non è ancora conclusa", nonostante l'efficacia delle misure di lockdown.
La situazione "continua a migliorare e l'incidenza di covid è in diminuzione pressochè in tutte le regioni", è il commento del direttore generale della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. L'indice di trasmissibilita' Rt "e' al di sotto di 1 in tutte le aree del paese. Naturalmente – avverte – il virus continua a circolare anche se a bassa intensità, per cui non si può escludere l'occorrenza di possibili focolai".
Nel frattempo non si placano le polemiche sulla gestione dell'emergenza in Lombardia. A riaccenderle, questa volta, è stato il sindaco di Milano Giuseppe Sala. "Che voto si merita la Regione Lombardia? – ha detto il primo cittadino – Un voto insufficiente". "L'assessore Gallera è in politica da una vita – ha aggiunto Sala – ma si è trovato a gestire una situazione più grande di lui. Ha fatto una serie di errori. Ho l'impressione che nella fase iniziale si sia montato un po' la testa". "E il governo? – ha aggiunto – Un sei e mezzo, sapendo però che la parte difficile comincia ora".

