Speranza alla Camera: “l’epidemia non è conclusa, una seconda ondata è possibile”

Speranza alla Camera: “l’epidemia non è conclusa, una seconda ondata è possibile”

Il monito del Ministro della Salute durante l'audizione sulle misure anti covid adottate dal Governo 

 "Una seconda ondata o una recrudescenza è possibile. Ci vuole misura nelle nostre affermazioni e non dobbiamo mai dare dichiarazioni contraddittorie ai cittadini: l'epidemia non è conclusa, ci sono ancora focolai attivi, il virus continua a circolare". Il Ministro della Salute Roberto Speranza oggi in audizione alla Camera sulle misure messe in campo per combattere il coronavirus è netto sulla situazione odierna della pandemia: "Siamo sulla strada giusta ma il nemico non è vinto". Un chiaro monito teso anche a ribadire quale sia la posizione e l'opinione del Governo nel dibattito a largo raggio su quale debba essere l'indirizzo generale nella gestione della fase 3 dell'emergenza. Avanti ma con cautela. Non è finita. "Non dobbiamo esitare a prendere provvedimenti rigorosi dove ci sarà necessità – ha proseguito il titolare del dicastero della sanità –  Col prossimo dpcm dobbiamo decidere nuove misure di allentamento", ad estate ormai iniziata uno dei temi più urgenti e sentiti è quello del turismo e dei viaggi,  "Il nodo da sciogliere è lo spostamento fuori da Schengen: il quadro non offre garanzie per dati che arrivano e che segnalano la crescita preoccupante del contagio in Asia e America Latina, in Europa le cose vanno meglio ma quadro globale è complesso" ha insistito il Ministro con i preoccupanti dati in arrivo da paesi come il Brasile o come l'India. Un'occasione per tornare ad evidenziare la bontà della linea scelta da subito in Italia: "Con le misure che abbiamo adottato abbiamo salvato la vita a migliaia di persone e creato le condizioni  perché il Paese potesse ripartire. Le nostre scelte sono state seguite da altri Paesi d'Europa e del mondo. Non vi era alternativa alla durezza delle misure adottate".

 Speranza non ha glissato sui possibili nodi al pettine, evidenziati proprio in queste ore da inchieste in corso e alle denuncie da parte di familiari delle vittime da covid: "Non dobbiamo chiudere gli occhi su cosa non ha funzionato". Ha detto il ministro alla Camera per poi ritornare a porre l'accento sulla necessaria collaborazione di sistema:  "Una forte sinergia istituzionale e sociale è la bussola che ci permette superare la tempesta. Sarebbe un errore pensare che la prossima navigazione sia scevra da ulteriori rischi e che, passata la burrasca, si possa dividerci. Ho sempre detto che sulla sanità va fatto uno sforzo in più per far prevalere l'interesse generale abbassando le bandierine di quartiere. Serve una limpida dialettica tra maggioranza e opposizione. Per me la collaborazione non è una scelta ma un vero obbligo istituzionale. Vengo quindi con linee guida aperte. Asciugate le lacrime, non possiamo dimenticare l'incubo che abbiamo vissuto". Per poi aggiungere: "La riapertura delle scuole a settembre è la priorità assoluta dove concentrare la nostra attenzione e le nostre risorse". 

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