Pirlo e i rapporti con la Russia, un ostacolo verso la panchina di ct dell’Italia

Pirlo e i rapporti con la Russia, un ostacolo verso la panchina di ct dell’Italia
Andrea Pirlo (Foto LaPresse/Giovanni Isolino)

Picierno: “Il piano Z del calcio italiano”

Andrea Pirlo nuovo ct dell’Italia: la decisione è ormai a un passo dall’ufficialità, ma c’è un nuovo ostacolo. Zibi Boniek, bandiera della Juventus ed ex vicepresidente Uefa, non ha dubbi: “Pirlo è l’uomo giusto al posto giusto. È un campione del mondo, un simbolo del calcio italiano. L’ho apprezzato in campo e fuori. Gli faccio un grande in bocca al lupo. Chi vede un problema nella sua nomina non ha capito il ruolo del ct”, dichiara in un’intervista a ‘la Repubblica’. Pirlo, però, è al centro della polemica anche per il suo ruolo di ambasciatore globale dell’agenzia di scommesse russa Fonbet.

A tal proposito, Boniek commenta: “Deve parlare chiaro e risolvere la questione in tempi brevissimi. Deve dirsi dispiaciuto e sciogliere quel contratto. Il modo migliore di farlo è con un testo scritto, chiaro. Chi è stato un campione viene cercato per collaborazioni di ogni tipo, e capita di fare scelte sbagliate. L’importante è riconoscerlo. Lo stesso Mancini ha ammesso di avere sbagliato ad accettare la chiamata dell’Arabia Saudita. Sulla Russia, l’importante è che Fifa e Uefa tengano il punto“. Poi, alla domanda se pensi che i nuovi vertici Figc abbiano sbagliato qualcosa nel percorso di nomina del ct, Boniek risponde: “L’errore è stato dire pubblicamente che erano stati cercati Ancelotti e Guardiola. Dopo due nomi così, qualunque scelta sarebbe sembrata un ripiego. Ma non è vero. Carlo e Pep sono abituati ad avere a disposizione le squadre ogni giorno, non è detto che un grande tecnico di club sia anche un grande selezionatore. Non serve un nome top in panchina, ma un movimento top che lo sostenga”.

De Bertoldi (Lega): “Scelta non sia influenzata da suoi rapporti con Russia”

“Non so se il grande calciatore Andrea Pirlo possa essere la scelta giusta per allenare la Nazionale, ma certamente tale scelta non dovrà essere influenzata dai suoi rapporti commerciali con la Russia, anzi. Le sue relazioni con Mosca, così come quelle di molti altri artisti e sportivi italiani, potrebbero infatti rappresentare un valore aggiunto per riallacciare finalmente nuovi rapporti di collaborazione politica ed economica tra i nostri Paesi, nell’ottica della pace. Le crisi internazionali e il perdurare delle tensioni, compresi i blocchi nello Stretto di Hormuz, potrebbero infatti portare i costi energetici a livelli insopportabili per famiglie e imprese già dal prossimo autunno. Torniamo quindi subito, magari anche grazie ad Andrea Pirlo, a parlare con Mosca di pace e di interscambi commerciali”. Così il deputato della Lega e presidente di LCD, Andrea de Bertoldi, in merito alle polemiche.

Picierno: “È il piano Z del calcio italiano”

Sul caso interviene via social anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e fondatrice di Spazio Pubblico: “Dopo l’ennesima disfatta e un’altra qualificazione mondiale mancata, il calcio italiano avrebbe avuto bisogno di una rivoluzione culturale, etica e gestionale. La scelta di Andrea Pirlo va nella direzione opposta. Pirlo è stato un campione straordinario. Da allenatore, fin qui, ha mostrato ben poco. E c’è un tema che non può essere liquidato come irrilevante. Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata. Non è stata una semplice partita di calcio, ma un tassello della strategia con cui Mosca cerca di dimostrare che tutto può continuare come se nulla fosse. La Nazionale italiana rappresenta l’Italia nel mondo. E l’Italia è dalla parte dell’Ucraina, dell’Unione europea e del diritto internazionale. Per questo la scelta di Pirlo è stata un grave errore. E la scelta della Figc lo è ancora di più. Non il piano B di Guardiola. Il piano Z del calcio italiano”.

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